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Minorenne picchiata dall’edicolante perché paga con le monetine

Da un edicolante di Como anche insulti razzisti

Aggredita a calci e pugni dall’edicolante solo per aver pagato il biglietto dell’autobus con monetine inferiori ai 10 centesimo, quelle da uno, due e cinque centesimi chiamate “bronzini”. La vittima, una ragazzina minorenne di 15 anni nata a Como da genitori marocchini, sarebbe anche stata investita di insulti e improperi a sfondo razziale.La triste storia – formalizzata in una querela presentata alla Questura, poi trasferita per le indagini alla Procura

di Como – sarebbe andata in scena il 6 dicembre 2013 in una piazzetta della periferia della città di Como. Non forniamo ulteriori dettagli in quanto la vittima è minorenne e non può dunque essere resa identificabile.Secondo il racconto riportato nella querela la ragazza, alle 8.30 della mattina, si sarebbe presentata in edicola per comprare un biglietto dell’autobus per poter raggiungere la scuola.Un acquisto da 2,60 euro pagato con le monetine di bronzo – quelle inferiori ai dieci centesimi per intendersi – datele poco prima dalla madre.La moglie dell’edicolante, pur borbottando, avrebbe consegnato il biglietto pur facendo notare di non aver tempo di contare le monetine.Il marito, al contrario, venuto a conoscenza dell’accaduto, avrebbe poi raggiunto la 15enne ancora alla fermata dell’autobus per aggredirla.Agli insulti – pare anche a sfondo razziale (ci sarebbero almeno tre testimoni dell’accaduto) – si sarebbero aggiunti pugni allo stomaco e un calcio, oltre ad una spinta a terra.La minorenne sarebbe poi andata comunque a scuola (vomitando una volta scesa dall’autobus) e dopo essere tornata a casa e aver raccontato l’accaduto, sarebbe stata accompagnata al pronto soccorso dai genitori. E, in effetti, l’ospedale Sant’Anna conferma che il 6 dicembre alle 22 della sera, la 15enne si presentò per raccontare l’accaduto, e fu poi visitata e dimessa con un collare e una prognosi di dieci giorni. La famiglia della vittima ha infine deciso di raccontare l’accaduto alla Questura di Como, oltre poi ad affidarsi ad un avvocato – il legale Francesca Tempera – per tutelare i propri interessi. La segnalazione è stata girata alla Procura della Repubblica che sta indagando sulla vicenda. L’ipotesi di reato sarebbe al momento quella di lesioni e ingiurie.

M.Pv.

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