Minori abusate in un maneggio: condannato

Tribunale di Como

Tra le accuse c’erano una serie di palpeggiamenti mentre le ragazzine minorenni salivano a cavallo, ma anche una violenza sessuale che sarebbe avvenuta all’interno di un box di un maneggio, in cui la vittima sarebbe stata salvata dal cavallo che con il muso avrebbe allontanato l’aggressore. Per quei presunti abusi, avvenuti tra il 2013 e il 2014 in un comune della Bassa comasca, un uomo di 85anni di Cesano Maderno è stato condannato dal Collegio del Tribunale di Como alla pena di 8 anni e mezzo di reclusione.

La sentenza è stata letta nelle scorse ore. Le tre vittime (due tra loro parenti) avevano, all’epoca dei fatti, 10 anni (due di loro) e 12 anni.
Una sola si è però costituita parte civile nel processo ricevendo una provvisionale da 30mila euro in attesa di una futura definizione in sede civile. Il primo capo di imputazione parlava di una serie di presunti palpeggiamenti mentre le tre minorenni salivano a cavallo.
Una seconda accusa avrebbe fatto riferimento – nel 2013 – al tentativo di baciare una 12enne che avrebbe allontanato l’uomo con un calcio.
Il fatto più grave sarebbe avvenuto nel marzo del 2014 un un box di un cavallo all’interno di un maneggio.

L’85enne sarebbe riuscito ad abusare di una minore venendo però allontanato dal cavallo della giovane che con il muso l’avrebbe costretto alla fuga. La vicenda è poi approdata in aula, con le udienze che hanno portato alla camera di consiglio.

Gli ultimi testimoni chiamati dalla difesa non sono riusciti a invertire il convincimento del Collegio di Como che, accogliendo le richieste dell’accusa, ha inflitto all’uomo una pena quantificata in 8 anni e mezzo più, come detto, il risarcimento del danno provvisionale per una delle tre ragazze, l’unica a costituirsi parte civile di fronte ai giudici.
Stando sempre al capo di imputazione, l’uomo, in uno dei tentativi di abuso, avrebbe detto alla vittima: «Stai diventando donna, tutti ti faranno quello che faccio io».

Parere diverso, in merito ai fatti, da parte della difesa rappresentata dall’avvocato Fabio Gualdi.
«Siamo amareggiati e sorpresi – ha detto il legale – La versione data dalle ragazze non è stata univoca, le cose raccontate sono state diverse. L’abuso in alcune deposizioni viene collocato nel box del cavallo, in altre durante la passeggiata. Non si poteva arrivare a condannare oltre il ragionevole dubbio. Non ci fermeremo certo qui, attendiamo le motivazioni ed andremo in Appello per ottenere quell’assoluzione che non è arrivata in primo grado».

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