Mister Gattuso: «La qualità dei singoli per battere la Pro Sesto»

Como Renate

È un Como in emergenza infortuni, quello che domani si prepara ad affrontare la Pro Sesto (ore 15, allo stadio Sinigaglia).
Problemi per il difensore Nicholas Allievi e la coppia di bomber Massimiliano Gatto-Franco Ferrari. Questi ultimi non si sono allenati per tutta la settimana, anche se in extremis non è da escludere un recupero per il derby con la formazione milanese. Allievi ha un guaio ad una caviglia e sicuramente non sarà della partita. Rispetto alle scorse gare sono invece tornati Davide Bertoncini e Lorenzo Rosseti che erano in teoria convocati per la sfida di mercoledì a Olbia.
Un Como che come è noto, nel turno infrasettimanale non ha giocato in Sardegna – lariani fermati dall’Ats dopo un caso di Covid e quattro sospetti, poi risultati negativi – e che ha visto le avversarie per il primo posto avvicinarsi. La Pro Vercelli è a due punti, il Renate è rimasto a -4, il Lecco è salito a -5.
Per Giacomo Gattuso e la sua truppa non sono stati giorni tranquilli. «La situazione del Covid è stata vissuta con ansia, non lo possiamo negare – spiega il tecnico – Abbiamo ripensato al periodo in cui abbiamo avuto un focolaio al nostro interno, che ci ha penalizzato molto; nella squadra c’era preoccupazione. Per fortuna la situazione si è rivelata meno grave di quello che poteva sembrare all’inizio e ora siamo più tranquilli per affrontare la partita con la Pro Sesto».
Un Como che in ogni caso continua a guardare tutti dall’alto, anche se alle spalle le avversarie premono. «Siamo sempre lì – sostiene ancora Gattuso – in testa, proiettati alla partita che ci attende. Non abbiamo avuto tempo di fare troppe riflessioni. L’attenzione è costantemente sul match successivo, con l’obiettivo di fare bene. Sappiamo che è un campionato anomalo con gare ravvicinate, rinvii e nuove date. Se si studia il calendario viene il mal di testa. Meglio pensare ad ogni singola uscita e non fare calcoli e pensieri che servirebbe soltanto ad affaticare ulteriormente».
«Abbiamo avuto una settimana intera per lavorare, ma alla fine ci ritroviamo con il problema degli infortunati. Speravamo in un recupero. Purtroppo succede, giocando tanti incontri ravvicinati. Sotto questo profilo non siamo molto fortunati: giorno dopo giorno ci tocca fare la conta dei presenti».
All’andata il Como giocò e vinse per 1-0 sul campo della Pro Sesto. Per Giacomo Gattuso fu l’esordio in panchina dopo l’esonero di Marco Banchini. Doveva essere una soluzione di transizione, invece diventata definitiva, a suon di vittorie. «Fu un giorno molto emozionante – ricorda l’allenatore – Era la mia “prima” in un percorso che poi si è rivelato esaltante anche se, lo ammetto, non pensavo che sarebbe stato così bello. La Pro Sesto all’epoca era una squadra rivelazione, stazionava in zona nei playoff, andava meglio di noi, e ora è a -22. Merito di un lavoro in cui i ragazzi hanno dato tutto, andando anche oltre, e questo è un punto di forza che caratterizza il gruppo».
Ora è tempo di pensare all’impegno di domani, che sarà arbitrato da Sajmir Kumara, fischietto di origine albanese della sezione Aia di Verona. «Mi attendo una gara in cui la Pro Sesto chiuderà tutti gli spazi – sostiene ancora il mister azzurro – Si tratta di una squadra che non fa giocare bene gli avversari, sarà una sfida complicata e difficile. Noi dovremo prestare attenzione alle loro ripartenze: hanno giocatori adatti, abili e veloci, che se ti distrai possono fare male. Noi dovremo dare il meglio nella fase offensiva: le qualità del singolo potrebbero fare la differenza».
Giacomo Gattuso, infine, si concede una riflessione finale sulla volata per il primo posto e sulle inseguitrici.
«Dietro non si fermano… E al gruppo di testa si è agganciato il Lecco, che sta facendo un grandissimo campionato. Blucelesti e Pro Vercelli stanno spingendo forte, ma anche noi non molliamo. Non possiamo pensare di essere una squadra che ammazza il campionato, ma abbiamo fatto un percorso importate: siamo primi e faremo di tutto per mantenerlo. Anche per il nostro ruolo, ogni interlocutore prepara al meglio l’impegno e disputa la gara della vita, ma è normale – conclude il mister del Como – La mia è in ogni caso una formazione matura e intelligente, che nelle difficoltà sa trovare le risorse giuste per uscirne».

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