Misteri della fede: quando nessuna verità sta nel mezzo

Il dariosauro
di Dario Campione

Si può credere a ciò che non si comprende? I “misteri della fede” sono, per definizione, circostanze inaccessibili, fatti che non si possono capire razionalmente (divesamente, non sarebbero “misteri”). E allora, come comportarsi?
La discussione si riapre ogniqualvolta si verifica un evento straordinario e la coscienza di ciascuno è scossa, appunto, dal “mistero”. I credenti aderiscono con fede, gli scettici si ribellano in nome della ragione.
Nessuna verità sta in mezzo, perché

l’una condizione esclude l’altra. Il punto è evitare la guerra santa. Da una parte e dall’altra. Non affermare il miracolo come compiuto né respingerlo come superstizione.
Jorge Louis Borges diceva che la religione è un ramo della letteratura fantastica e, come tale, richiede una sospensione del principio di realtà.
Il grande scrittore argentino ha sempre fatto del paradosso e della provocazione il suo punto di forza. L’argomento che delimita la religione di Borges è ovviamente troppo sommario per essere accolto dai credenti. La fede è un elemento costitutivo dell’uomo, è nata prima della letteratura. Non sempre è vero, come afferma qualcuno, che uno dei motivi per cui la gente crede è l’abitudine, fin da sempre, ad accettare storie inverosimili per il gusto di sentirsele raccontare, e di lasciarsene stupire ed emozionare.
Di fede e “misteri” parliamo stasera, in diretta su Etv, a partire dalle 20.30.
dariosauro@espansionetv.it

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