“Mistero”. La tv a bordo del Patria

altPiccolo schermo. Il 24 e 25 febbraio prossimi nuovo set sul piroscafo per la trasmissione di Italia Uno dedicata al paranormale

Un piroscafo che ha ritrovato il suo antico splendore, il clima rigido lacustre, sei conduttori e tante inchieste e testimonianze su argomenti che riguardano il paranormale, il misticismo, l’ufologia e, in generale, tutto ciò che viene catalogato come pseudoscienza.
Questi gli elementi fondamentali che contribuiscono al successo di Mistero, programma di Mediaset in onda ogni giovedì su Italia Uno, giunto alla ottava edizione.
Il programma, che ha visto l’avvicendarsi alla conduzione

di diversi personaggi dello spettacolo, quest’anno prevede l’ingresso di due new entries. Elenoire Casalegno e Clemente Russo vanno ad aggiungersi ai più esperti Daniele Bossari, Andrea Pinketts, Marco Berry e Jane Alexander.
Altra grossa novità è quella che quest’anno le puntate vengono registrate sul lago di Como, visto che come quartier generale, da cui partono riflessioni e reportage esclusivi, è stato individuato il piroscafo Patria, da poco restaurato e tornato in navigazione.
La location naturale, che ospiterà prossimamente il set per nuove puntate tra il 24 e il 25 febbraio prossimi, si presta perfettamente a far da sfondo a servizi inquietanti, il clima ovattato e leggermente nebbioso contribuisce ad accrescere l’atmosfera misteriosa.
«Altro che clima ovattato, fa un freddo cane sulle acque del vostro lago – scherza il campione del mondo di pugilato Clemente Russo – io vengo dal Sud e non sono abituato a questo vostro clima “umido”, confesso che a volte mi si inceppa la parola per la temperatura rigida e l’escursione termica tra l’interno e l’esterno del piroscafo».
Comunque, a parte il clima, le piace questa esperienza televisiva? Lei in passato si è già messo in luce come attore.
«Questo programma mi entusiasma e mi affascina anche se sono palcoscenici diversi: sul ring sei di fronte al pubblico sportivo mondiale, sul set della tv hai di fronte il pubblico della tua nazione».
Sembra piacere la sua conduzione, semplice quasi stupita: dimostra comunque di essere sempre a suo agio in questa veste lariana.
«È vero, mi identifico nello spettatore, nella gente comune che guarda con occhio attento e curioso le testimonianze e i documenti che proponiamo in merito a situazioni misteriose e leggende del paranormale. Sono a mio agio anche perché credo che lo spettacolo noi meridionali l’abbiamo nel sangue».
Ma fare l’inviato di “Mistero” a bordo del Patria non lo distrarrà dalla sua attività sportiva?
«Assolutamente no, continuo ad allenarmi costantemente, il 1° marzo sarò sul ring nella mia Caserta per una data del Campionato di Coppa del Mondo. Aggiungo comunque che, nonostante il clima invernale, la vostra città è davvero bellissima, mi sono affezionato e durante le festività natalizie ho avuto il piacere di girarla bene, tanto che ho acquistato tutti i regali di Natale proprio a Como».
Che invece non è una città nuova e sconosciuta per la bella Elenoire Casalegno che ha scelto da tanti anni di vivere in Brianza.
«Como è una città elegante, mi piacerebbe che fosse conosciuta di più, tanto a livello internazionale come nel resto d’Italia. Ha il diritto di veder puntati i riflettori proprio per essere valorizzata come merita».
Elenoire, dopo esperienze di vario genere in tv e in radio ecco la conduzione corale di un programma famoso. come “Mistero”.
«È un’esperienza emozionante, anche perché Mistero l’ho sempre seguito come spettatrice. Considero questi argomenti affascinanti e interessanti. Si può immaginare il mio entusiasmo quando mi è stato proposto di presentare i reportages».
C’è, finora, qualche episodio che l’ha colpita in particolare?
«Sono rimasta allibita quando ho visto coi miei occhi il potere straordinario dell’uomo che piega il metallo con la mente. Peraltro anche la troupe è rimasta senza parole, io ho ancora con me il metallo piegato che lui mi ha regalato. Anche il servizio sulla lingua di Sant’Antonio da Padova mi è rimasto molto impresso. Il corpo del Santo andò distrutto in un rogo, ma la reliquia è ancora integra dopo 750 anni».

Federica Rossi

Nella foto:
Il piroscafo “Patria” sul lungolago di Como durante la “Città dei Balocchi”

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