Mobili, stoviglie e gioielli di famiglia per pagare bollette e spese impreviste. Tra i comaschi è corsa alla vendita

I commercianti: «Vediamo clienti di ogni età, dai ragazzi agli anziani»
La catenina del battesimo, il bracciale ricordo di un anniversario speciale, l’anello di fidanzamento, un gioiello passato di moda, persino la fede nuziale. Ma anche il servizio da caffè della bisnonna, la camera in stile antico ereditata dai nonni o un mobile vecchio di un secolo conservato con grande cura. La crisi economica spinge un numero sempre maggiore di comaschi a mettere in vendita i tesori di famiglia per fare cassa.
Nei negozi di Como specializzati nell’acquisto e nella vendita
di oro – peraltro in continuo aumento come diffusione – ma anche dagli antiquari la processione di clienti è incessante. In molti casi, le persone non nascondono la grave difficoltà economica in cui si trovano e la necessità di concludere al più presto la vendita per incassare il denaro.
«Le persone che vogliono vendere gli ori di famiglia sono in continuo aumento – dice Samantha Mercuri, commessa del negozio “Oro in euro” di via Manzoni – Nella maggior parte dei casi ammettono chiaramente di aver bisogno di denaro. A volte mi fanno l’elenco delle bollette in scadenza o delle spese che devono sostenere. Vendere oggetti preziosi, anche con grande valore affettivo, spesso diventa l’unico modo per arrivare a fine mese».
«Qualcuno vende vecchi gioielli passati di moda che non usa più – continua Samantha Mercuri – Ho incontrato anche numerose persone che decidono di sbarazzarsi di oggetti preziosi diventati un ricordo insostenibile di una storia finita male. Ma spesso, purtroppo, vedo persone costrette a vendere oggetti che hanno un grande valore affettivo oltre a quello economico. Quando si è in difficoltà, però, anche una somma di 60-100 euro che si può ricavare dalla vendita di una catenina può essere vitale».
Al “Compro Oro” di via Recchi, l’ultima cliente in ordine di tempo è stata una pensionata ultrasettantenne. «Ha venduto un fermasoldi, un braccialetto e un anello d’oro – dice la commessa, Silvia Macchi – Mi ha detto chiaramente che, in accordo con il marito, aveva deciso di vendere quello che poteva per aumentare un po’ le entrate di casa e per avere qualche soldo in tasca. Ammetto che spesso vedo situazioni davvero tristi, che lasciano davvero l’amaro in bocca».
Ieri, un grammo di oro usato veniva pagato dai 26 ai 28 euro. «Le persone che hanno bisogno di soldi vogliono vendere immediatamente – dice ancora Silvia Macchi – Portano tutti i preziosi che hanno, chiedono una valutazione e procedono subito con la transazione. In genere, ricavano qualche centinaio di euro, non di più. Vediamo clienti di ogni età, dai ragazzi agli anziani».
Non manca, naturalmente, chi vende ma non per necessità. «C’è chi possiede gioielli datati e ormai passati di moda – conclude la commessa – oppure gioielli particolarmente vistosi che oggi è rischioso sfoggiare. In questi casi capita che la scelta sia quella di disfarsene, incassare i contanti e magari acquistare preziosi nuovi, al passo coi tempi».
E se l’oro in questo momento è un bene di indubbio valore, non si può dire altrettanto di mobili e oggetti antichi. Anche in questo caso, è cresciuto in modo esponenziale il numero di persone che prova a vendere, ma non sempre si tratta di incassi sicuri.
«Ogni giorno arrivano 5-6 persone che ci offrono merci antiche, oggetti di famiglia – spiega Giampiero Molteni, titolare del negozio specializzato “Antichità” – In alcuni casi si tratta di uomini e donne che non apprezzano il valore degli oggetti d’antiquariato e vogliono sbarazzarsene. Sempre più spesso, però, si tratta di persone alle prese con serie difficoltà economiche che sperano di guadagnare qualcosa».
L’affare, però, non sempre va a buon fine. «Vecchio non sempre coincide con antico e di valore – spiega l’esperto – A volte ci presentano servizi da tè o da caffè degli anni ’40 e ’50 che nella quasi totalità dei casi non valgono nulla. Lo stesso capita con camere da letto ereditate dai nonni o mobili tramandati da qualche generazione. È molto difficile far capire a queste persone che al grandissimo valore affettivo di questi oggetti non corrisponde un valore economico. Ci troviamo spesso a vivere momenti di difficoltà. Naturalmente ci propongono anche oggetti che hanno effettivamente un valore – conclude Molteni – In questi casi di solito l’affare si conclude velocemente e siamo ben contenti di poter acquistare e rispondere all’esigenza del cliente».

Anna Campaniello

Nella foto:
Negozi specializzati nell’acquisto di oro sono spesso meta di cittadini in cerca di soldi (Mv)

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