Mobilità in forte aumento. In fumo il doppio dei posti rispetto al 2012

I dati sono allarmanti

Superata quota 1.500. E non è ancora finita. Il 2013 sarà, senza alcun dubbio, un annus horribilis per l’occupazione nella provincia di Como.
Nei giorni scorsi la sottocommissione ammortizzatori sociali della Provincia ha approvato le liste di mobilità del mese di novembre 2013.
Sono 130 i lavoratori licenziati da aziende che occupano più di 15 dipendenti. Andranno tutti a infoltire le liste della ex legge 223/91. «In questo ultimo mese abbiamo registrato un incremento del 20,37%

di licenziati rispetto ai 30 giorni precedenti – dice il responsabile mercato del lavoro della Cgil di Como, Franco Santambrogio – A ottobre i licenziati inseriti nella lista ex legge 223 sono stati 108. Da gennaio a novembre di quest’anno, invece, hanno perso il posto in 1.511, il 121,8% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Da gennaio a novembre del 2012, infatti, furono “soltanto” 830 i lavoratori messi in mobilità nella nostra provincia».
Una situazione assolutamente «drammatica e preoccupante», dice ancora Santambrogio.
Secondo il sindacalista di via Italia Libera, «sono ormai giunte al termine molte casse integrazioni ordinarie e straordinarie. Le imprese non rinnovano gli ammortizzatori sociali, ma delocalizzano o addirittura chiudono. Il risultato è una crescita degli esuberi».
I numeri sono persino «parziali e incompleti», aggiunge Santambrogio.
Le norme sugli aiuti alle aziende sotto i 15 dipendenti non sono state infatti rifinanziate, nella mobilità non sono quindi ricompresi i licenziamenti delle piccole e piccolissime imprese.

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