Cronaca

Molestie a una 14enne sul bus: «Valutiamo il patteggiamento»

altParla l’avvocato dell’uomo. Intanto le indagini sono state chiuse. Udienza fissata a maggio
Indagini chiuse e giudizio immediato per il 49enne serbo, residente da anni a Como, accusato dalla procura di molestie sessuali sulla linea di autobus C50.
L’uomo lo scorso mese di novembre fu colpito da un fermo di polizia giudiziaria in quanto sospettato di essere colui che importunava le studentesse all’uscita dalla scuola sul bus della linea che collega Como a

Cantù. L’appuntamento con l’aula è stato fissato per il 14 maggio 2013 di fronte al Collegio del tribunale lariano. Rispetto alla prima fase delle indagini, dei due episodi contestati ne è rimasto uno solo, ovvero il primo datato 22 ottobre, che riguardò una liceale 14enne di Cantù poi corsa in caserma con i genitori a raccontare l’accaduto.
Una violenza di cui, tra l’altro, la giovane, nella calca dell’autobus, non si sarebbe accorta direttamente, ma a cui avrebbero assistito gli amici.
Tracce dell’accaduto sarebbero state trovate sul maglione e i pantaloni che indossava quel giorno e che ora sono stati sequestrati.
Secondo la tesi accusatoria, l’indagato «approfittando della calca sul pullman di linea», «si poneva alle spalle della minore» per poi «appoggiarsi» ripetutamente con le parti intime e «spintonarla». Nelle indagini sono confluite non solo le parole della giovane e la denuncia-querela fatta dalla famiglia, ma anche le testimonianze di chi assistette al fatto.
È invece stato definitivamente archiviato il secondo episodio dell’8 novembre, in quanto non si sarebbe riusciti a risalire alla vittima. Una scena cui assistettero anche i carabinieri in borghese che inseguirono l’uomo successivamente colpito dal fermo di polizia giudiziaria.
Il 49enne serbo, tra l’altro molto noto e apprezzato in città per il suo ruolo di maître in noti ristoranti e alberghi, dovrà rispondere dunque all’accusa di violenza sessuale.
Non è detto, tuttavia, che la vicenda possa arrivare in aula nel dibattimento a porte chiuse di fronte al Collegio di Como.
L’avvocato Pier Paolo Livio, che assiste l’uomo, sta valutando infatti anche un’alternativa: «Siamo di fronte ad una ipotesi di patteggiamento che stiamo prendendo seriamente in considerazione – dice il legale del 49enne – La decisione deve ancora essere presa in via definitiva, ma l’accordo dovrebbe esserci». Tutto, in ogni caso, dovrà essere ratificato davanti al giudice.
«Ma siamo comunque pronti a difenderci anche in aula», tiene subito a precisare l’avvocato del foro di Como.
L’uomo nell’interrogatorio di fronte al giudice delle indagini preliminari Francesco Angiolini, ha sempre negato ogni addebito e contestazione che gli veniva mossa. Da allora è agli arresti domiciliari in casa con la moglie.

Mauro Peverelli

Nella foto:
Le indagini portarono carabinieri in borghese a salire sul C50 da Como a Cantù per rintracciare il molestatore
24 Gennaio 2013

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