Cronaca

Molestie a una studentessa sull’autobus: si va verso il patteggiamento

carabinieri cantNei guai un 49ennne serbo molto noto e da anni residente in città. Uno solo l’episodio contestato: risale allo scorso 22 ottobre

Indagini chiuse e giudizio immediato per il 49enne serbo residente da anni a Como, accusato dalla procura delle molestie sessuali sulla linea di autobus C50. L’uomo lo scorso mese di novembre fu colpito da un fermo di polizia giudiziaria in quanto sospettato di essere colui che importunava le studentesse all’uscita dalla scuola sul bus della linea che collega Como a Cantù.

L’appuntamento con l’aula è stato fissato per il 14 maggio 2013 di fronte al Collegio del tribunale lariano. Rispetto alla prima fase delle indagini, dei due episodi contestati ne è rimasto uno solo, ovvero il primo datato 22 ottobre, che riguardò una liceale 14enne di Cantù, poi corsa in caserma con i genitori a raccontare l’accaduto. Una violenza di cui tra l’altro la giovane, nella calca dell’autobus, non si sarebbe accorta direttamente, ma a cui avrebbero assistito gli amici. Tracce dell’accaduto sarebbero state trovate sul maglione e i pantaloni che indossava quel giorno e che ora sono stati sequestrati. Il 49enne serbo, tra l’altro molto noto e apprezzato in città per il suo ruolo di maître in noti ristoranti e alberghi, dovrà rispondere dunque all’accusa di violenza sessuale. Non è detto tuttavia che la vicenda possa arrivare in aula nel dibattimento a porte chiuse di fronte al Collegio di Como. L’avvocato Pier Paolo Livio, che assiste l’uomo, sta valutando infatti anche un’alternativa: «Siamo di fronte ad una ipotesi di patteggiamento che stiamo prendendo seriamente in considerazione – dice il legale del 49enne – La decisione deve ancora essere presa in via definitiva, ma l’accordo dovrebbe esserci». Tutto in ogni caso dovrà essere ratificato davanti al giudice. L’uomo nell’interrogatorio di fronte al giudice delle indagini preliminari di Como, Francesco Angiolini, ha negato ogni addebito e contestazione che gli veniva mossa. Da allora è agli arresti domiciliari.

23 Gennaio 2013

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Mauro Peverelli mpeverelli@corrierecomo.it


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