Molestie alla ex anche via radio: un 33enne finisce ai domiciliari

Questura di Como

Nelle carte, depositate dalla presunta vittima nell’ufficio del pubblico ministero Massimo Astori, ci sono 90 pagine solo di screen-shot relativi alle chiamate e ai messaggi spediti su tutti i social possibili, da Facebook a Instagram, da Tik Tok a Whatsapp. Ma a questi vanno aggiunti cd con registrazioni audio, e pure interventi nella trasmissione radiofonica che era condotta dal fratello della ragazza che dal 5 settembre scorso aveva deciso di interrompere la relazione.

Un “taglio” che un 33enne di Casatenovo, in provincia di Lecco, non è riuscito ad accettare, iniziando fin da subito una serie di atti persecutori infiniti che l’hanno portato prima ad un ammonimento da parte del Questore, poi, ieri mattina, all’esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari che è stata eseguita dagli uomini della squadra Mobile di Como che hanno effettuato le indagini.

Il provvedimento, che è andato ad accogliere le richieste della Procura, è stato firmato dal giudice delle indagini preliminari di Como, Massimo Mercaldo. Tantissimi gli episodi contestati, fin dalla sera della fine della relazione, datata 5 settembre 2020. In poche ore, entro il 6 settembre, l’indagato avrebbe fatto 44 chiamate e inviato 22 messaggi, arrivando ad effettuarne altrettante i giorni successivi. Ma la “pressione” sulla donna non si è mai interrotta, con minacce esplicite rivolte sia a lei, sia al suo compagno, con telefonate che arrivavano sul posto di lavoro della vittima ma anche ai genitori. Non contento, l’indagato avrebbe fatto degli interventi pure nel corso di una trasmissione radiofonica fatta dal fratello della vittima. «Il tuo compagno e tuo fratello mangeranno da una cannuccia per sei mesi», avrebbe poi tuonato il 33enne in uno dei suoi infiniti messaggi. La vittima sarebbe stata costretta così a cambiare il numero di telefono, ad uscire di casa solo se accompagnata, a lavorare per mesi da casa senza andare in ufficio e a richiedere un supporto psicologico. Fatti avvenuti tutti tra il settembre del 2020 e il mese di gennaio del 2021.

«L’indagato, nonostante il provvedimento del Questore, ha continuato nelle proprie condotte – ha scritto il giudice nell’ordinanza – dimostrando di essere incapace di controllare i suoi impulsi e di nutrire una morbosa ossessione nei confronti della persona offesa». Soggetto definito anche «di elevatissima pericolosità sociale».

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