Molestie alla mamma in Pediatria. Rinviato a giudizio un 48enne

Tribunale di Como l'aula

Il giudice dell’udienza preliminare di Como, Francesco Angiolini, ha rinviato a giudizio ieri mattina – con udienza collegiale fissata per il 15 dicembre 2020 – il macedone di 48anni, residente nel Canturino e difeso dall’avvocato Ciro Cofrancesco, accusato di aver molestato – nel corso della notte, all’interno di una stanza del reparto di Pediatria dell’ospedale Sant’Anna di San Fermo – la mamma di un bambino degente.
Poi, sempre nella stessa stanza, avrebbe compiuto atti di autoerotismo, incurante dei due bambini (il figlio della ragazza e il proprio figlio, pure lui degente) che dormivano poco distante. Episodi denunciati dalla vittima, all’indomani della notte tra l’11 e il 12 gennaio del 2019, quando cioè i fatti si sarebbero verificati. La Procura della Repubblica di Como (pubblico ministero Valentina Mondovì) aveva indagato sul brutto episodio di cronaca avvenuto tra l’una e le tre di notte, in una stanza dove due bambini dormivano accuditi dai genitori. Nei guai è finito, come detto, il 48enne. Alla base dell’indagine c’è la denuncia fatta dalla giovane mamma che, quella notte, si trovava in Pediatria per assistere il figlio ricoverato.
Nella medesima stanza riposava anche il figlio dell’indagato. Mentre i due bambini dormivano, tra l’1 e le 3 della notte, l’uomo – stando al racconto fatto dalla vittima – si sarebbe avvicinato una prima volta toccandole una gamba, poi una seconda volta «appoggiando il volto sulle natiche», approfittando del fatto che anche la mamma si era nel frattempo assopita.
La ragazza si sarebbe a quel punto immediatamente destata, costringendo l’uomo ad allontanarsi. Ma nel capo d’accusa compare anche il reato di atti osceni, avendo l’uomo, nella stessa notte, compiuto presunti atti di autoerotismo all’interno della stanza del reparto di Pediatria dell’ospedale Sant’Anna.
La difesa nega tutto, sostenendo l’insussistenza sia delle molestie sia degli atti osceni. Motivo per cui non ha voluto aderire ad alcun rito alternativo scegliendo di difendersi in aula. La mamma vittima della violenza, invece, si è costituita ieri mattina parte civile.
M.Pv.

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