Molteni: «L’edilizia tiene ma è decisivo l’ecobonus»

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La campagna vaccinale in corso è l’arma decisiva per ipotizzare una ripartenza che sia duratura. Questa la premessa dalla quale parte il presidente di Ance (associazione nazionale costruttori edili) Como, Francesco Molteni. «La sempre maggior sicurezza garantita dal procedere spedito nella somministrazione del vaccino ci consente di ragionare con maggior lucidità sul domani. Sia dal punto di vista ovviamente sanitario che di una vera e propria ripartenza dell’economia», spiega il presidente Molteni.

Le prospettive, in diversi settori, sono dunque positive e se comparti come quello della ristorazione e del turismo attendono con ansia l’imminente stagione estiva, il settore edile vive invece di ragionamenti a più lunga distanza. «Il nostro comparto è in questo momento storico molto legato al bonus del 110%, è innegabile. Si tratta di una norma che ci ha indubbiamente agevolati – spiega Francesco Molteni – anche se i cantieri tutt’ora aperti sono pochi rispetto alle potenzialità. Questo perché ci sono alcuni problemi contingenti che ci fanno essere preoccupati». Innanzitutto «il rapido innalzamento del costo delle materie prime e la difficoltà nel reperire determinati materiali non può che ricadere sulle imprese. Si parla di elementi basilari per noi quali acciaio, ferro e plastica. E ciò oltre a ingenerare rincari eccessivi non consente, per evidenti difficoltà gestionali, di programmare i lavori nei cantieri», spiega il presidente di Ance Como.

Inoltre un’altra tematica di vitale importanza riguarda i contratti pubblici sottoscritti in passato, che «non prevedono la revisione dei prezzi. Ci sono imprese così che devono rinunciare ai lavori, anche già avviati, perché le perdite diventano insostenibili – dice sempre Molteni – Oggi la norma degli appalti pubblici non prevede revisioni dei prezzi e così l’oscillazione nel costo delle materie prime si abbatte soltanto sui costruttori. Anche per i cantieri privati si tratta di una problematica non indifferente. Pensate a chi sta realizzando degli appartamenti, che sono già stati venduti a un determinato prezzo. Anche in questo caso si rischia di lavorare in perdita su commesse significative». Questi i lati oscuri di una situazione di grave incertezza che mostra spiragli e indubbiamente segnali incoraggianti ma che nasconde ancora delle insidie per il settore edile.

Tra le richieste pressanti al Governo, per sostenere il comparto, la più utile è sicuramente il «prolungamento dell’efficacia del bonus fiscale attualmente in atto – aggiunge Francesco Molteni – Se la regola del 110% dovesse cessare come previsto a giugno 2022, questo rappresenterebbe un enorme problema. Si arriverebbe anche a non poter soddisfare tutte le domande pervenute con inevitabili ripercussioni. Ma soprattutto creerebbe situazioni potenzialmente molto rischiose». Ecco allora che l’unico passaggio realmente utile rimarrebbe quello di «ottenere una proroga duratura della misura. Chiediamo che si possa trasformare in una norma strutturale e non solo di breve termine. Ha per noi un’assoluta importanza». Anche perché «adesso il lavoro non manca ma i rischi sono tanti, come detto. L’ideale sarebbe renderla permanente, magari abbassando gradatamente la percentuale», conclude il presidente di Ance.

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