Molteni e l’incompatibilità di Arosio. «E’ un vero e proprio golpe»

Nicola Molteni

«È in atto un vero e proprio golpe. Si vuole cancellare la democrazia». È su tutte le furie il deputato della Lega Nord Nicola Molteni dopo aver appresso del “caso Arosio”. Come noto il neo eletto sindaco di Cantù è al momento incompatibile con l’incarico ricevuto dai cittadini lo scorso 25 giugno. Questo perché il fratello, Armando, è contitolare di un’impresa – il Consorzio canturino pompe funebri Zanfrini – appaltatrice di un servizio comunale nella città del mobile. La legge impedisce infatti ai sindaci di avere parenti fino al secondo grado – com’è appunto un fratello – che siano «appaltatori di lavori o di servizi» nel Comune in cui sono stati eletti.

«È in atto un clamoroso tentativo di scippare al sindaco Arosio, alla Lega e al centro destra la vittoria ottenuta alle elezioni amministrative accampando una presunta incompatibilità per un appalto pubblico bandito e indetto dalla precedente amministrazione, aggiudicato e sottoscritto dalla precedente amministrazione. Il tutto è poi stato comunicato solo ad elezioni avvenute e vinte regolarmente. Si sta tentando di toglierci la vittoria», tuona Nicola Molteni.

Edgardo Arosio festeggia l’elezione a sindaco di Cantù

Intanto, una volta sollevato il problema in consiglio comunale – sempre che una soluzione non sia trovata prima del 17 luglio – il sindaco avrà 10 giorni di tempo per rimuovere le cause di incompatibilità. Poi decadrà. «Noi ci opporremo in ogni modo. Questo caso è incredibile e mi batterò affinchè venga risolto al meglio per noi ma anche per farlo conoscere a livello nazionale. Non penso che in Italia siano accaduti simili episodi. È incredibile che possa capitare qualcosa del genere. Perchè nessuno ha comunicato questa incompatibilità per tempo? Perchè si è aspettato di avere un risultato così netto dalle urne», domanda Nicola Molteni. La reazione è dunque durissima e ci si sta muovendo per capire come poter far fronte a questo problema sorto all’improvviso. «Nessuno ci può privare del legittimo diritto di amministrare Cantù. Diritto che ci deriva dal voto dei canturini. Siamo sereni, ma determinati e molto arrabbiati. Ora lavoreremo per ripristinare la volontà di quanti – e sono tanti – ci hanno votato, poi mi dedicherò personalmente ad accertare una vicenda che ha zone d’ombra discutibili e sospette. Mi sento profondamente leso nel mio ruolo di consigliere comunale», conclude Nicola Molteni.

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