Cronaca

Molteni: «Riproporrò gli emendamenti»

In Parlamento le proposte di modifica dello “Sblocca Italia”
(f.bar.) Non è una questione di tempi ma, come accade sempre più spesso, di denaro.
La recente bocciatura, in commissione Ambiente alla Camera dei Deputati, dell’emendamento presentato da Nicola Molteni – emendamento con cui si puntava a differire il termine del 30 agosto 2015 per aprire il cantiere della variante – non è il vero dilemma sul destino di quest’opera.
«Ora è decisivo inserire nel bilancio plurienne della Lombardia i 110 milioni mancanti», dice Dario Bianchi, consigliere regionale della Lega. Il governo, com’ è noto, ha stanziato 220 milioni di euro su 330 necessari. «È il solo passaggio utile. Dopo, sui tempi e sulla cantierabilità, l’intesa si trova – aggiunge Bianchi – Altrimenti sono pronto a non votare il bilancio».
L’iter parlamentare della vicenda è spiegato da Nicola Molteni. «Ora presenteremo l’emendamento in aula per differire, almeno di 6 mesi, il termine del 30 agosto 2015. Così ho già fatto per il secondo emendamento che punta a chiedere la copertura economica integrale dell’opera da parte del governo. La bocciatura in commissione Ambiente non pregiudica nulla, c’è il tempo per riproporla. Ovviamente, il governo non dovrà porre la fiducia, sennò il meccanismo si incepperebbe».
Sul tema delle risorse «la Regione deve trovare, come detto, quanto manca nel bilancio. Se poi a Roma riuscissero a reperire anche i 110 milioni mancanti, allora il Pirellone destinerebbe quanto accantonato ad altro», dice Bianchi.
«È prioritario riuscire a spostare l’avvio del cantiere – aggiunge Daniela Maroni, consigliere eletta nella lista Maroni Presidente – Noi consiglieri ci batteremo per trovare la cifra mancante. Sono convinta che alla fine prevarrà il buonsenso e l’opera, fondamentale per il territorio, partirà».
«È necessario spostare l’avvio dell’opera – dice il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Francesco Dotti – Un simile appalto richiede almeno 4 mesi di tempo, viste le procedure e le formalità necessarie. Si arriverebbe così troppo a ridosso dell’apertura prevista del cantiere. C’è bisogno di un rinvio parziale. Compito della Regione Lombardia sarà ora di adoperarsi in tal senso».

Nella foto:
Automobili in coda nel rettilineo di Lenno, oggi frazione di Tremezzina
19 Ottobre 2014

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