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Mondiale Enduro, la gioia del comasco Andrea Balboni. L’intervista e le immagini del trionfo azzurro

Una grande gioia per lo sport italiano e per il comasco Andrea Balboni. In Cile, alla Sei Giorni di Enduro, l’Italia del motociclismo ha infatti conquistato il titolo mondiale Junior a squadre, oltre che un ottimo 3° posto nel World Trophy. Dello staff tecnico azzurro fa parte, appunto, anche Balboni. Egli stesso in passato è stato motociclista con ottimi i risultati nel motocross e nell’Enduro con i colori del Motoclub Intimiano e in Nazionale.«I ragazzi sono stati fantastici – commenta Andrea – abbiamo avuto non pochi problemi, alcune brutte cadute, la polvere e la stanchezza che si accumulava giorno dopo giorno, ma sono rimasti sempre lucidi e determinati. Hanno dimostrato grande maturità nonostante la giovane età».«La squadra junior – aggiunge – a livello tecnico, era nettamente superiore alle altre e non c’è mai stata gara. I nostri portacolori hanno dominato dal primo all’ultimo giorno».In Cile non erano impegnati solo gli Junior, ma anche i Senior del World Trophy: «Eravamo davvero competitivi – afferma ancora Balboni – la nostra sfortuna è stata trovare un terreno particolarmente duro e polveroso, congeniale agli australiani che purtroppo sì sono trovati come a casa».«Noi abbiamo un po’ accusato il colpo quando Alex Salvini ha perso 8 minuti per un problema tecnico e questo ci ha tagliato definitivamente la gambe. Ma grande onore anche ai nostri azzurri perché hanno provato nell’impresa fino all’ultimo metro della ultima prova speciale».Il giudizio generale non può essere che positivo. «Devo ringraziare tutto il gruppo di lavoro perché la macchina ha funzionato alla perfezione e quindi possiamo essere più che soddisfatti per i risultati ottenuti» dice ancora.Andrea Balboni è in azzurro dal 2013, e da tre anni segue i piloti Under 23, negli allenamenti e al Campionato del Mondo Enduro. Nelle ultime due stagioni sono giunti altrettanti titoli iridati con Andrea Verona e Matteo Cavallo.Poi c’è il lavoro di squadra nello staff tecnico azzurro. «Il mio ruolo è quello di organizzare le trasferte dalla A alla Z, quindi aerei, albergo, e tutta la logistica. Sui campi di gara porto i piloti a visionare le prove speciali. Durante la corsa faccio “l’uomo ombra”: seguo in moto i nostri ragazzi per dare supporto e vado nelle zone più insidiose delle prove speciali a dare indicazioni sui punti in cui passare».

Redazione

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