Il mondo economico stronca la politica. Ticino sempre più diviso su “Prima i nostri”

Alcuni giorni fa, dal mondo imprenditoriale del Canton Ticino si era alzata una voce sola – ma alquanto autorevole – contro l’iniziativa “Prima i nostri”: Alberto Siccardi, patron della Medacta, a proposito della riforma costituzionale cantonale proposta dall’Udc aveva parlato di «articolo di legge demenziale e inattuabile». Suscitando forti polemiche e reazioni.
Adesso un identico fuoco di sbarramento giunge dall’insieme del mondo economico ticinese. Secondo quanto rivelato ieri dal Corriere del Ticino, le associazioni economiche del Cantone – l’equivalente delle nostre associazioni di categoria – hanno elaborato un documento di valutazione delle misure di attuazione di “Prima i nostri”, ovvero del lavoro condotto per sei mesi dalla commissione parlamentare istituita subito dopo il voto del settembre 2016.
Una valutazione che in realtà è un’autentica stroncatura delle proposte emerse dalla discussione tra i deputati del Gran Consiglio, richiamati dagli imprenditori al rispetto dell’accordo di libera circolazione siglato dalla Svizzera con l’Unione Europea.
Il criterio della cosiddetta preferenza indigena, la riserva cioè di posti di lavoro ai residenti, a detta delle associazioni economiche ticinesi è «incompatibile con l’accordo di libera circolazione». Ogni genere di limitazione imposta alle imprese private non sarebbe «giustificata». L’intesa con l’Ue, infatti, impedisce ogni «discriminazione fondata sulla nazionalità». Un principio che comprende inevitabilmente anche i frontalieri.
Insomma, il mondo dell’industria – ma non solo – in Ticino non vuole proprio saperne di barriere e limitazioni in tema di assunzioni. «Nel settore degli stranieri e del lavoro il Cantone non ha inoltre competenza a legiferare», ricordano le associazioni economiche ticinesi ai partiti e ai deputati del Parlamento di Bellinzona. Come dire: non spetta a voi decidere.
Più volte, anche di recente, il mondo produttivo ticinese ha contestato in modo deciso le scelte della politica: sull’introduzione dell’albo delle imprese artigiane, ad esempio; o sulla tassa di collegamento, momentaneamente bloccata in sede di ricorso giurisdizionale promosso proprio da alcuni tra i più noti e importanti imprenditori del Cantone.

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