Sono oltre 400 le monete d’oro romane di via Diaz
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Sono oltre 400 le monete d’oro romane di via Diaz

E’ salito a oltre 400 il numero delle monete d’oro trovate in via Diaz, sotto l’ex Cressoni. .
«Gli archeologi le stanno naturalmente ancora contando e catalogando – spiega il presidente della Società Archeologica Comense, Giancarlo Frigerio – si tratta di un vero e proprio scavo, che ha tempo lunghi. Si vuole capire anche come siano state inserite e potessero stare insieme. L’ipotesi più probabile è che si trattasse di rotolini, come quelli usati oggi dalla banche, ma di stoffa. L’oro è però un metallo che non si ossida, così non mantiene i segni di materiali deperibili. Se fossero state monete di ferro o di rame vi sarebbe qualche segno».
Riguardo alla datazione delle monete, viene confermato il Tardo impero.
«Sono dal 400 al 472, ovvero custodite in un periodo piuttosto caotico – dice ancora Frigerio – Sappiamo che il 476 è indicato come la data della caduta dell’Impero romano d’Occidente, ma non finì certo tutto in un giorno con l’arrivo degli ostrogoti e il passaggio dall’ultimo imperatore a Odoacre».
Il presidente dell’Archeologica evidenzia ancora l’importanza della scoperta sotto l’ex Cressoni.
«Abbiamo la conferma che si tratta del maggiore ritrovamento di monete romane in Italia. Il valore numismatico ha pochi paragoni. Pensate soltanto che si tratta di monete di 4, 5 grammi ciascuna, per quasi due chili d’oro».
A Como si discute già di come valorizzare queste monete. Dal vostro punto di vista cose andrebbe fatto?
«Aspettiamo la fine del microscavo – dice ancora Frigerio – Poi credo che il Ministero dei Beni Architettonici vorrà fare una bella presentazione. La cosa principale sarà comunque la collocazione delle monete, che deve essere importante. Io credo che vadano esposte tutte, anche se si ripetono. Un conto è andare a vedere un campione di 30 monete e un conto 400».
La Como dei tempi andati che riemerge, a ogni colpo di escavatore con le sue affascinanti storie da valorizzare per gli stessi comaschi e per i turisti.

26 settembre 2018

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Paolo

Paolo Annoni pannoni@corrierecomo.it


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