Moni Ovadia legge l’enciclica di papa Francesco

Moni Ovadia (1)

Moni Ovadia torna ospite del Teatro Sociale e all’interno del Festival Como Città della Musica, nel Parco di Villa Olmo, martedì 14 luglio alle ore 21.30, in collaborazione con La Musica dei Cieli, legge e commenta Laudato si’, l’enciclica di Papa Francesco sulla cura della casa comune.

Moni Ovadia, scrittore, autore, uomo di cultura agnostico ma da sempre vicino alla spiritualità e agli interrogativi propri degli uomini di fede, porta in scena un reading in cui si evidenzia la forza rivoluzionaria di questo scritto, ovvero la denuncia dell’attuale crisi ecologica e l’assoluta necessità di un mutamento radicale nella condotta dell’uomo.

“Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre Terra”: Papa Francesco si pone sulla scia di Francesco d’Assisi per spiegare l’importanza di un’ecologia integrale, in cui la preoccupazione per la natura, l’equità verso i poveri, l’impegno nella società, ma anche la gioia e la pace interiore risultano inseparabili. Nei sei capitoli dell’Enciclica, il Papa evidenzia che la nostra terra, maltrattata e saccheggiata, richiede una “conversione ecologica”, un “cambiamento di rotta” affinché l’uomo si assuma la responsabilità di un impegno per “la cura della casa comune”. Impegno che include anche lo sradicamento della miseria, l’attenzione per i poveri, l’accesso equo, per tutti, alle risorse del Pianeta.

Moni Ovadia ha scelto questo testo di Papa Bergoglio del 2015 perché è uno scritto rivoluzionario, che va al di là della cattolicità, e che con forza dirompente denuncia la rovina della natura e del creato, sacro per le religioni creazioniste, e con un richiamo sociale mira a cambiare modello di sviluppo, perché solo agendo sulle relazioni sociali possiamo salvaguardare il pianeta.

L’umanità non può più permettersi uno sfruttamento sconsiderato della natura finalizzato ai propri interessi economici ma necessita più che mai di un rinnovamento nel segno di una conversione ecologica globale.

Moni Ovadia è accompagnato in scena dai musicisti Maurizio Dehò al violino e Nadio Marenco alla fisarmonica.

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