Monumento di Libeskind: raccolte tutte le firme per il referendum

Libeskind, il monumentoAlessandro Rapinese, consigliere comunale della lista di minoranza “Adesso Como” a Palazzo Cernezzi, ha vinto la battaglia del gazebo di piazza Boldoni, ossia la raccolta di firme per un referendum sulla realizzazione del monumento di Daniel Libeskind “The Life Electric” all’estremità della diga foranea di Como. Ma gli “Amici di Como”, associazione tramite la quale l’archistar donerà l’opera, e con loro il sindaco Mario Lucini, fanno chiaramente sapere che si va avanti e che nulla cambierà.
Ieri pomeriggio è stata superata di 35 unità la soglia delle 4.200 firme necessarie al referendum. Ieri, in tutto, sono state raccolte quasi 70 adesioni alla campagna, lanciata con lo slogan «Vuoi che venga installato il monumento “The Life Electric” sulla diga foranea Piero Caldirola di Como?». Quindi il referendum, di tipo consultivo, potrà essere indetto. La campagna di raccolta andrà avanti regolarmente fino al 20 gennaio, alla scadenza dei 90 giorni previsti dal regolamento per la sottoscrizione. «È stata durissima, sono strabiliato e commosso, non pensavo fosse possibile un risultato del genere», ha detto Rapinese. E così, in una data ancora da stabilire, i cittadini comaschi saranno chiamati a esprimere un parere sull’opera. Il consigliere di Adesso Como chiede inoltre alla giunta «di fermare qualsiasi tipo di lavoro relativo al monumento fino all’esito del referendum».
Ipotesi che, però, Mario Lucini respinge. «Il regolamento è chiaro – commenta il sindaco – il referendum non serve per bloccare le procedure, ma per esprimere un’opinione. Da quando è indetto il referendum, il consiglio comunale non può deliberare sull’argomento oggetto della consultazione. Questo dice il regolamento. Rapinese lo sa. E mi auguro che l’abbia spiegato bene anche ai cittadini ai quali ha chiesto la firma».
Sull’argomento interviene anche Daniele Brunati, coordinatore degli “Amici di Como”: «Faccio i complimenti a Rapinese per la sua tenacia. Tuttavia, gli consiglierei di consultare i cittadini dopo l’installazione del monumento, in modo tale da consentire ai comaschi di esprimersi su qualcosa di concreto e tangibile. Detto questo, se davvero ha a cuore la diga foranea, dovrebbe tenere a mente che il monumento potrà essere rimosso dalle amministrazioni future, ma l’opera di abbellimento e di riqualificazione della città resterà».
Ma di cosa si sta parlando? L’operazione, del costo di oltre un milione di euro, coperti da sponsor, prevede un cantiere che dovrebbe durare 180 giorni, giusto in tempo per arrivare in parallelo con l’avvio di Expo. L’opera, alta 16,5 metri, peserà 11 tonnellate. Sono ancora in corso valutazioni geologiche sull’estremità della diga foranea.

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