Morì dopo dieci mesi di coma: nove gli imputati

Oggi in Tribunale l’udienza preliminare
L’incidente sul lavoro avvenne nel capoluogo: un operaio 26enne cadde da tre metri
Dieci mesi di coma, dal momento dell’incidente avvenuto in via Golasecca, a Como, dove stava lavorando (l’8 ottobre 2009), fino al decesso avvenuto il 1° agosto del 2010. Un calvario non solo per la povera vittima, un operaio albanese di 26 anni, padre di una bambina che oggi ha 2 anni (ma che all’epoca dei fatti aveva appena 4 mesi), ma anche per i suoi familiari che si costituiranno parte civile.
Si svolge oggi, di fronte al giudice Alessandro Bianchi, l’udienza preliminare che vedrà

come imputati ben 9 persone che a vario titolo, secondo la Procura, con ruoli diversi, ebbero una parte in ciò che accadde all’operaio. Omissioni che secondo il pubblico ministero Antonio Nalesso portarono all’accusa di omicidio colposo in concorso e che sarebbero consistite nella «negligenza, imprudenza, imperizia e inosservanza di norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro» di un operaio che, tra l’altro, era stato assunto il giorno stesso della tragedia.
Il giorno dell’incidente, Nderim Cekerzi, albanese di 26 anni, era stato incaricato di eseguire lo svuotamento del cassone di zavorra di una gru a torre contenente sabbia. Una mansione che tuttavia – sempre per l’accusa – non avrebbe dovuto svolgere.
Dopo essersi introdotto nel cassone utilizzando una scala, precipitò a terra da un’altezza di circa tre metri a causa dello sbilanciamento del cassone, riportando lesioni consistite in un «grave trauma cranio-cervicale».
Un incidente che, dopo una agonia di dieci mesi, ebbe purtroppo un esito fatale con la morte dell’operaio. Il decesso portò poi all’apertura di un fascicolo di indagine da parte della procura di Como – pubblico ministero Antonio Nalesso – che è infine sfociato nella richiesta di rinvio a giudizio da parte dell’accusa che verrà discussa questa mattina in aula nel corso dell’udienza preliminare.
Di fronte al gip si costituiranno come parte civile i tre fratelli della vittima, assistiti dall’avvocato Fulvio Anzaldo, la moglie e la figlia (rappresentati dal legale Cristiano Sampietro) e i genitori, difesi da Daniela Vigliotti.
I nove imputati – residenti tutti in provincia di Como – sono tutti soci o titolari delle imprese che ebbero a che fare con il cantiere in cui avvenne il dramma e con l’allestimento e lo smontaggio della gru finita al centro dell’indagine.

Mauro Peverelli

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