Moritz Mantero: «Traglio non si deve fidare della politica»
Politica

Moritz Mantero: «Traglio non si deve fidare della politica»

L’imprenditore che gareggiò nel 1994

Moritz Mantero rimane nella storia di Como l’unico imprenditore, o meglio industriale, capace di andare al ballottaggio per la poltrona di sindaco di Como. Correva l’anno 1994, era già stata introdotta l’elezione diretta del primo cittadino con il doppio turno per le città. Moritz Mantero guidava la lista civica Como per Como. Al primo turno raggiunse il 15,48% e 9.087 voti personali. La coalizione di Forza Italia, An e Centro Cristiano Democratico arrivò al 40,53%.

Due settimane più tardi il ballottaggio disse Botta 54,46% e Mantero 45,54%: fu un duello serrato che in città in molti ricordano ancora. Al primo turno la lista civica dell’indipendente Mantero aveva comunque sconfitto la Lega Nord e la sinistra, oltre a un’altra civica, come Paco, che candidò Bruno Magatti.

Cosa pensa Mantero della possibilità di un nuovo imprenditore in corsa?

«Non posso che essere contento – commenta – se esponenti delle società civile decidono di impegnarsi per la mia città. Traglio ha una grande passione per la politica, ci ha già provato un paio di volte, vuol dire che crede nell’impegno sociale oltre che in quello per le sue aziende. Vedo la questione con occhio positivo, indipendentemente dalla parte politica scelta».

I giochi nel centrosinistra non sono ancora stati chiusi.

«Sì, e vedo che Traglio ha già creato un bel po’di scompiglio – sottolinea Moritz Mantero – D’altra parte conosco bene il panorama politico in cui si deve muovere». Anche lei 23 anni fa stava da quella parte.

«Diciamo di sì, e ricordo bene cosa successe nel 1994 quando mi candidai io. Adesso possiamo dirlo senza timore di smentite. Fu proprio la politica che mi sbarrò la strada a un passo dal successo».

Ha un consiglio da dare a Maurizio Traglio?

«Di non fidarsi mai della politica. Io mi auguro di vederlo sfidare Mario Landriscina, un altro personaggio niente male. La città non può che averne benefici».

Lei invece ha chiuso con la politica attiva?

«Certe cose si possono fare fino a una certa età, poi si diventa patetici. Si può comunque continuare a dare una mano, ma non più in prima linea».

Paolo Annoni

18 gennaio 2017

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