Indagini chiuse e tre contestazioni pesanti per il 39enne residente a Milano coinvolto nell’incidente stradale che causò la morte di Maurizio Punzi, barista di Cucciago.Il pubblico ministero che coordina il fascicolo, Simone Pizzotti, accusa l’indagato non solo dell’omicidio colposo, ma anche di omissione di soccorso e di ricettazione in quanto l’auto su cui viaggiava – una Renault Kangoo – risultò rubata. Sulla provenienza
del mezzo, tuttavia, il 39enne non ha mai voluto dire nulla.La Procura di Como sarebbe anche pronta a chiedere il giudizio immediato. L’avvocato della difesa dal canto suo (il legale Samuel Auguadro) aspetta di vedere le carte per poter poi eventualmente decidere come comportarsi, se accettare il giudizio, chiedere il rito Abbreviato (con lo sconto di pena) oppure optare per un patteggiamento. L’indagato – che ha trascorso un breve periodo in carcere – è oggi libero e con l’obbligo di firma.La vicenda risale allo scorso 10 maggio, quando il barista di Cucciago – che tornava a casa a Cantù dopo aver chiuso il locale – fu travolto in sella alla sua Ducati. Ad ucciderlo il terribile impatto contro una Renault Kangoo che procedeva contromano.Auto che risultò rubata il 28 marzo. Al volante il 39enne di Milano, che poi tentò di scappare e fu arrestato poche ore dopo dai carabinieri della compagnia di Cantù.
M.Pv.
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