Cronaca

Mortale sulla Regina. Assolti i tecnici dell’Anas

altIn aula solo chi guidava la moto
A processo finirà, il 1 giugno 2015, il ragazzo di Cassina Rizzardi che guidava la moto su cui si trovava anche Ambra Cappellini. Un viaggio fatale concluso con una scivolata sull’asfalto e l’impatto contro un palo agganciato al guard rail della Regina, all’altezza del Comune di Laglio. L’incidente costò la vita alla ragazza, 30 anni di Cabiate.
Il giudice dell’udienza preliminare di Como, Maria Luisa Lo Gatto, ha optato ieri per il rinvio a giudizio del motociclista che guidava la Ducati

999, difeso dall’avvocato Marcello Iantorno.
L’accusa è ovviamente quella di omicidio colposo. Ma nella vicenda erano finiti con l’essere iscritti sul registro degli indagati del pm Simone Pizzotti anche quattro tecnici dell’Anas in quanto, si leggeva nelle contestazioni, non avrebbero «provveduto alla manutenzione o alla sostituzione degli elementi di fissaggio del palo di sostegno dello specchio parabolico» contro cui Ambra andò ad impattare. I quattro hanno scelto di essere giudicati in Abbreviato e il gup li ha assolti ritenendo dunque che non fosse loro competenza la messa in sicurezza di quel palo e degli spuntoni per il fissaggio dello specchio parabolico che furono rivolti verso la carreggiata.
Il giudice tuttavia, probabilmente proprio per questo aspetto, ha rimandato gli atti in Procura per chiedere ulteriori approfondimenti su eventuali responsabilità per la presenza di quel palo in un punto dove evidentemente non doveva stare.
Il fatto risale al 22 luglio del 2012. Ambra Cappellini, nel primo pomeriggio di quella domenica, era in sella a una Ducati 999 condotta dal ragazzo ieri rinviato a giudizio, quando la moto sbandò e finì sull’asfalto. La caduta avvenne nel territorio del Comune di Laglio, nei pressi del curvone lungo la tristemente famosa e pericolosa arteria viabilistica che costeggia la sponda occidentale del Lario. La coppia procedeva in direzione di Como. Sul posto giunsero prima due ambulanze, poi l’elisoccorso che trasportò la donna al San Raffaele di Milano. L’intervento d’urgenza a cui la 30enne fu sottoposta non servì ad evitare le drammatiche conseguenze.

M.Pv.

Nella foto:
L’udienza preliminare si è svolta ieri mattina presso le aule del palazzo di giustizia
2 ottobre 2014

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