Morte in cantiere in Val Cavargna, la Cgil di Como scrive al ministro Salvini: «Sbagliato modificare il Codice degli appalti»

Matteo Mandressi, Giacomo Licata e Chiara Mascetti della Cgil

La modifica del Codice degli appalti non piace alla Cgil di Como che ieri ha scritto al ministro dell’Interno Matteo Salvini ricordandogli un doloroso fatto di cronaca accaduto alla fine di dicembre in provincia di Como.

«Prima di modificare il Codice degli appalti, il ministro dell’Interno venga nel territorio e si renda conto delle condizioni in cui le persone sono costrette a lavorare in alcuni cantieri – scrive la Camera del Lavoro lariana – l’articolo pubblicato oggi dal Corriere della Sera sulla morte dell’operaio edile Zyber Curri punta i riflettori su una realtà già compromessa dal mancato rispetto delle regole da parte di alcuni datori di lavoro. Se in aggiunta venissero modificate le attuali norme, introducendo maggiori discrezionalità ai vari livelli, non sono immaginabili le possibili conseguenze negative sugli operai e sulle loro condizioni lavorative».

La Cgil di Como invita quindi Salvini e il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana «a visitare il cantiere in Val Cavargna dove il 12 dicembre 2018 ha perso la vita Zyber Curri. Ad oggi non sappiamo per quale impresa lavorasse e chi lo retribuisse. Gli infortuni sul lavoro non sono mai una fatalità, ci sono sempre delle responsabilità precise. Nei cantieri edili dove le organizzazioni sindacali sono presenti e contrattano le condizioni di lavoro, dove le imprese virtuose rispettano le norme di legge e quelle contrattuali, gli infortuni mortali si riducono fino ad azzerarsi. Dobbiamo lavorare tutti per consentire ai lavoratori di tornare a casa alla sera dai loro affetti, perché di lavoro si deve vivere, non morire», conclude la Cgil.

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