Morti sospette, interrogata Laura Taroni. L’infermiera comasca accusa il compagno
Cronaca

Morti sospette, interrogata Laura Taroni. L’infermiera comasca accusa il compagno

Interrogatorio con la formula dell’incidente probatorio per l’infermiera comasca Laura Taroni, sentita in Tribunale a Busto Arsizio (Varese) nel corso dell’udienza preliminare per le cosiddette morti in corsia all’ospedale di Saronno.
La donna è accusata, in concorso con l’ex amante, il medico Leonardo Cazzaniga, degli omicidi del marito Massimo Guerra, della mamma Maria Rita Clerici e del suocero Luciano Guerra. Cazzaniga è accusato anche delle morti sospette avvenute all’ospedale di Saronno, che il camice bianco avrebbe causato con un mix letale di farmaci somministrato ai pazienti.
Sono nove i casi per i quali il medico è stato accusato ed è in corso l’udienza preliminare, mentre altri diciotto episodi sono all’esame dei consulenti della Procura di Busto Arsizio.
Laura Taroni avrebbe scaricato la responsabilità dell’omicidio della madre sul compagno. «Ci siamo guardati e lui ha fatto l’iniezione a mia madre», avrebbe detto la donna nel corso dell’interrogatorio che si è svolto ieri, ammettendo però anche di fatto di aver avuto la consapevolezza che quell’iniezione sarebbe stata letale per la mamma.
«Lui – avrebbe detto ancora l’infermiera riferendosi a Leonardo Cazzaniga – mi disse che mia madre mi aveva trattato male per tutta la vita e che ci avrebbe sempre ostacolati, quindi che dovevamo liberarci di lei».
L’incidente probatorio continuerà oggi con il controesame degli avvocati delle difese, sempre sulla morte della mamma di Laura Taroni, avvenuta il 4 gennaio del 2014, e proseguirà poi con la ricostruzione del decesso del suocero. Nei mesi scorsi era stato già affrontato, invece, il caso della morte di Luciano Guerra, il marito dell’infermiera comasca.
Laura Taroni, 41 anni, residente a Lomazzo, e il compagno Leonardo Cazzaniga, 61enne di Rovellasca ed ex viceprimario del pronto soccorso dell’ospedale di Saronno, sono stati arrestati il 29 novembre del 2016 dai carabinieri e dalla guardia di finanza nell’ambito di una indagine che era stata avviata per una serie di morti sospette avvenute in corsia al pronto soccorso del nosocomio della provincia di Varese.

9 gennaio 2018

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Redazione Corriere di Como

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