Morti sospette a Saronno, interrogatorio fiume per l’infermiera

Ospedale di Saronno

L’infermiera di Lomazzo rinchiusa da due mesi nel carcere di Como con l’accusa di aver ucciso il marito, aiutata dall’amante, ha risposto per la prima volta alle domande degli inquirenti in un interrogatorio fiume iniziato martedì e proseguito per tutta la giornata di ieri al Bassone. «È provata e stanca ma sta rispondendo alle domande», ha detto Monica Alberti, legale difensore della donna. Laura Taroni, infermiera comasca di 40 anni e il compagno Leonardo Cazzaniga, 60 anni, di Rovellasca, ex vice primario del pronto soccorso dell’ospedale di Saronno sono stati arrestati il 29 novembre dello scorso anno. Medico e infermiera sono entrambi comaschi.

Il medico è accusato di cinque omicidi, quattro di pazienti ricoverati nel presidio nel quale il medico lavorava e l’ultimo del marito della sua compagna. L’infermiera deve rispondere invece della morte del coniuge. Nell’interrogatorio di garanzia, dopo l’arresto, Laura Taroni si era avvalsa della facoltà di non rispondere. Nei giorni scorsi ha ricevuto un invito per essere sentita dalla Procura di Busto Arsizio, che coordina l’inchiesta, e ha deciso di rispondere alle domande. «Vuole fare chiarezza quanto possibile sulla vicenda, in ogni minimo aspetto», ha dichiarato il legale dell’infermiera. Secondo quanto trapelato nella giornata di ieri, nel corso dell’interrogatorio fiume l’infermiera comasca avrebbe fatto riferimento più volte ai figli di 9 e 11 anni, per i quali sarebbe molto preoccupata. «Chiede continuamente dei figli e quando una domanda la riporta a loro crolla – ha confermato l’avvocato Alberti – Il nostro consulente psichiatrico sta lavorando e anche in carcere è comunque assistita costantemente da uno psichiatra».

Il procuratore della Repubblica di Busto Arsizio Gianluigi Fontana ha parlato di indagini lunghe. «Ci vorranno mesi per arrivare alla chiusura – ha detto ieri – Il lavoro dei consulenti sulle cartelle cliniche del 2011 e 2012 è ancora in corso». Nell’ambito dell’inchiesta sulle morti sospette in corsia, eseguita dai carabinieri di Saronno, sono complessivamente quindici gli iscritti a vario titolo nel registro degli indagati.

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