Morto don Renzo Scapolo, una vita a servizio dei più deboli

Una vita trascorsa a servizio. Dei più deboli, degli ultimi, dei profughi, quando questa parola ancora non era entrata nelle cronache quotidiane, con i primi rifugiati libanesi ospitati negli anni Ottanta nell’Olgiatese. Nel 1991, allo scoppio del conflitto tra Croazia e Slovenia, si adopera immediatamente per creare ponti di solidarietà sui Balcani. Nel 1994 fonderà allo scopo l’associazione Sprofondo.
Don Renzo Scapolo si è spento ieri nella casa di riposo San Carlo Borromeo di Solbiate, avrebbe compiuto 80 anni il prossimo luglio. Da tempo era debilitato nel fisico. Costretto su una sedia a rotelle, era stato colpito da un ictus quattro anni fa. Dopo l’ultimo incarico diocesano quale parroco di Plesio e della sua frazione Barna, fino al 2008, si era ritirato nella casa di riposo Don Guanella di via Tommaso Grossi a Como.
Di don Renzo Scapolo restano i tanti gesti di solidarietà, i tanti viaggi con convogli umanitari per Sarajevo le sue opere in Bosnia e l’attenzione per gli ultimi, una dote innata per quel giovane e minuto pastore, originario della provincia di Padova, Santa Giustina in Colle.
Nel 1971, dopo cinque anni da vicario a Camerlata, suo primo incarico, partì missionario in Argentina.
Don Renzo è stato anche un prete “scomodo”, come quando nel 1995 scelse di lasciare la sua parrocchia di Caversaccio (Valmorea) per restare in Bosnia, ottenendo la “non proibizione” del vescovo Alessandro Maggiolini. Negli anni di Sarajevo aiutò migliaia di persone.
Al suo rientro nel Comasco gli venne affidata la parrocchia di Plesio, Altolago, ai margini della provincia, un altro tipo di frontiera, da cui don Renzo Scapolo proseguì nella sua opera. Nel 2001 propose di realizzare sul confine una statua per don Renzo Beretta e padre Cornelius Kock, preti di confine.
Il funerale si terrà domani alle 10 nella chiesa parrocchiale di Muggiò.
Paolo Annoni

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Pubblicato da Don Renzo Scapolo su Martedì 12 marzo 2013

 

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