Morto per il metadone: a processo la compagna

UNA STORIA TRISTE IN CENTRO CITTÀ
(m.pv.) La storia è drammatica. Un ragazzo fu trovato morto nel letto nella casa dove abitava a Como. A ucciderlo, come confermato dalla perizia dell’anatomopatologo del Sant’Anna, una dose eccessiva di metadone successiva all’assunzione di droga. Per quella vicenda sono finite a processo, con l’accusa di omissione di soccorso, la sua compagna (una 41enne di Como) e la mamma di un amico, 68 anni di Padova. Imputate assistite dall’avvocato Maruska Gervasoni. Secondo l’accusa, rientrate in casa per recuperare oggetti da portar via (la ragazza due giorni prima aveva litigato con il suo compagno) non segnalarono lo stato confusionale della vittima che per la procura era già evidente. Il medico legale Giovanni Scola, sentito in aula, non ha però saputo fornire indicazioni precise sul fatto che davvero le imputate potessero accorgersi di quello che stava avvenendo. Entrarono in casa, infatti, alle 18 e il decesso avvenne solo la notte successiva. La famiglia della vittima si è costituita parte civile chiedendo un risarcimento di 100 mila euro.

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