Cronaca

Morto per un malore Giuliano Bignasca

altÈ stato l’ultimo indiscusso protagonista della politica svizzera

 

La Lega dei Ticinesi è orfana del suo primo e unico presidente. Ieri mattina è morto improvvisamente Giuliano Bignasca, aveva 67 anni.
Il “Nano”, appellativo che non deriva come molti pensano dal suo singolare aspetto fisico, bensì dalla contrazione del nome Giuliano, era stato in gioventù un vero dandy e pure un buon calciatore, con alcune stagioni in serie A, nella sua Lugano.
Con il fratello Attilio aveva poi gestito alcune imprese di costruzioni fino alla passione per la politica. L’idea di una Lega dei Ticinesi nasce insieme con una delle tante iniziative imprenditoriali di Bignasca, che nel 1990 fonda con Flavio Maspoli (scomparso nel 2007) “Il Mattino della Domenica”. Il settimanale si distingue immediatamente per il suo stile graffiante e cavalca con successo l’onda antieuropeista. Nel 1991 nasce la Lega e Bignasca

ne diventa presidente, un ruolo a vita, che fatidicamente ha ricoperto fino al malore di ieri. Si pensa a un attacco cardiaco, ma sarà l’autopsia a stabilire le cause del decesso. Nella casa di Canobbio è arrivata anche la polizia scientifica per i rilievi del caso. Non è escluso che sia stato lo stesso “Nano” a chiamare i soccorsi, ma quando è arrivata l’ambulanza non c’era più nulla da fare. Mercoledì sera il presidente della Lega aveva preso parte a una riunione del partito nella sede di via Monte Boglia dove ieri sono state poste le bandiere a mezz’asta e con un drappo nero in segno di lutto.
Il Bignasca uomo aveva condotto una vita senza regole, con tanto di due condanne per detenzione di sostanze stupefacenti, nel 1989 e nel 1993. Aveva ammesso lui stesso di aver fatto uso di cocaina.
Il Bignasca politico era stato invece uno stratega geniale, capace di trasformare la Lega dei Ticinesi in un movimento di massa, sull’esempio del Carroccio di Bossi con cui strinse però una collaborazione soltanto negli ultimi anni. Bignasca viene presto eletto consigliere nazionale e attualmente era consigliere comunale a Lugano.
Nel 2007 la Lega è già il secondo partito del Cantone ed elegge Marco Borradori consigliere di Stato. Il figlio di Bignasca, Boris, entra nel Gran Consiglio dove siede pure il fratello Attilio. Nel 2011 grazie all’alleanza con l’Udc il movimento di Bignasca diventa il partito di maggioranza in Consiglio di Stato con quasi il 26% dei voti e supera il Partito Liberale in quella che viene ricordata come una svolta storica. Bignasca ottiene consensi grazie alle sue battaglie populiste e anti-italiane. Giurò di non mettere più piede nel Bel Paese. Le sue “sparate” hanno complicato non poco la vita ai comuni di confine. Bignasca è riuscito ad esempio a bloccare i ristorni dei frontalieri.
Ma il “Nano” era capace di parlare alla pancia dei ticinesi anche su temi diversi. Arrivò a promettere un premio a chi distruggeva gli autovelox ticinesi e venne per questo condannato per pubblica istigazione alla violenza.
L’amico e consigliere di Stato Marco Borradori ha commentato così la sua comparsa: «Tutto ciò che esula dall’aspetto umano in questo momento non esiste. C’è un fortissimo dolore e una sorpresa incredibile. Il “Nano” era una persona con cui avevo una profondissima amicizia e un forte affetto al di là delle differenze di carattere di metodo e di politica: era un punto di riferimento per la sua generosità, per la capacità di vedere le cose prima degli altri. Andremo avanti perché così lui avrebbe voluto».
«Era un amico della Lega, un uomo ruvido, ma geniale», lo ha detto Roberto Maroni. «Il nostro rapporto con Bignasca – ha aggiunto Maroni – aveva posto le basi per una stretta collaborazione tra noi e il Canton Ticino. Porgo le condoglianze ai familiari di Giuliano e al suo partito e parteciperò alle esequie». «Da Governatore della Lombardia – ha concluso – il mio impegno è quello di creare le condizioni perché si intensifichino i rapporti di buon vicinato tra Lombardia e Canton Ticino».
Condoglianze alla famiglia Bignasca sono giunte ieri pure dal segretario provinciale della Lega Nord, Cristian Tolettini.
«L’improvvisa scomparsa del Presidente della Lega dei Ticinesi Giuliano Bignasca lascia un profondo vuoto in tutti coloro che hanno a cuore principi come la libertà e l’autonomia – scrive Tolettini – Piango la morte di un uomo che ha portato avanti battaglie, care anche alla Lega Nord, come la tutela delle identità e tradizioni locali, l’esigenza di maggiore sicurezza, la difesa della propria gente, con quella passione che solo chi ama profondamente la propria terra può avere. I Ticinesi, e non solo, oggi sono più poveri».

P.An.

Nella foto:
Giuliano Bignasca durante un incontro con gli esponenti della Lega Nord
8 marzo 2013

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