“Moschea”, il Comune non arretra. L’associazione islamica di Cantù chiedeva un incontro

Galbiati Alice sindaco di CantùGalbiati Alice sindaco di Cantù

L’associazione culturale Assalam di Cantù tende una mano al Comune. L’idea è quella di incontrare il sindaco Alice Galbiati per confrontarsi sul futuro del capannone di via Milano. Con un obiettivo ben preciso. «Noi siamo pronti a far cessare ogni ricorso pendente sull’utilizzo della struttura a patto che ci venga riconosciuta la possibilità di usare l’associazione anche, e dunque non in maniera prevalente, per l’attività di culto», dicono i rappresentanti dell’associazione Omar Bourass, Ahmadou-Bouya Gueye e l’avvocato Vincenzo Latorraca che si occupa della parte legale. Ma dal Comune di Cantù non si annunciano segnali di distensione, anzi. «Rimaniamo fermi sulle nostre convinzioni e sull’impossibilità di trasformare la struttura in una moschea anche solo in certi momenti e attendiamo, nonostante le loro convinzioni, la decisione del Consiglio di Stato, poi decideremo cosa fare» dice il sindaco di Cantù Alice Galbiati (nella foto).

L’articolo completo sul Corriere di Como in edicola oggi, venerdì 7 febbraio

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