Mostra di Villa Olmo, dubbi anche nella maggioranza

Ritratti di città A fine luglio si contano 160 visitatori al giorno
Nessi (Paco Sel): «Inutile nascondere la delusione». Ma il Pd difende Cavadini
“Ritratti di città”, la mostra aperta a Villa Olmo lo scorso 28 giugno, alla fine di luglio ha registrato 4.628 ingressi, una media di 160 visitatori al giorno. Se mantenesse questo trend, la seconda rassegna voluta dall’assessore alla Cultura Luigi Cavadini, al momento della chiusura, prevista per il 16 novembre, arriverebbe a totalizzare poco più di 19mila biglietti, una cifra ben al di sotto dei risultati del predecessore di Cavadini. Le grandi mostre organizzate da Sergio Gaddi, infatti, attiravano una media di oltre 80mila visitatori, dal minimo delle 74mila presenze nella prima rassegna del 2004, dedicata a Joan Miró, al record dei 120mila biglietti per Magritte nel 2006.
Cavadini ha sempre dichiarato di preferire la qualità dell’esposizione e il grado di soddisfazione dei visitatori al mero conto dei biglietti. Ma su questo punto torna ad accendersi il dibattito politico.
In difesa dell’assessore alla Cultura interviene Andrea Luppi, capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale. «La qualità della mostra non è in discussione – afferma l’esponente del Pd – Le somme vanno fatte alla fine, anche perché dovremo aggiungere al conto complessivo le visite guidate delle scuole, che ovviamente non sono contemplate in questo periodo estivo. Ad ogni modo, i numeri sono un indicatore importante ma non fondamentale per giudicare l’operazione».
Contesta il livello qualitativo della mostra in corso a Villa Olmo il predecessore di Cavadini. «Anche la qualità di questa rassegna è imparagonabile rispetto al passato – afferma Sergio Gaddi, oggi capogruppo di Forza Italia – Cito, solo per fare qualche esempio, alcune delle opere che ho portato a Villa Olmo: “L’impero delle luci” di Magritte, “L’abbraccio” di Schiele o “Le tre Grazie” di Rubens. Si tratta di capolavori assoluti della storia dell’arte».
Secondo Gaddi, «il discorso della qualità è solo un alibi». E aggiunge: «La realtà è che i numeri di “Ritratti di città” sono imbarazzanti, testimoniano un fallimento. Un anno passi, ora siamo al secondo: questa amministrazione non può permettersi di organizzare una terza mostra così».
“Ritratti di città” è infatti la seconda puntata del trittico concepito dall’assessore Cavadini e dedicato all’architettura e alle utopie urbane del XX secolo. Iniziato lo scorso anno con la rassegna dedicata a Sant’Elia, che ha totalizzato 17mila visitatori, dovrebbe concludersi nel 2015, in occasione dell’Expo di Milano.
Ma torniamo ai commenti politici. «La preoccupazione – afferma Laura Bordoli, capogruppo di Nuovo Centrodestra – non è tanto per quest’anno, quanto per quello venturo: il Comune riuscirà ad allestire un evento degno di Expo? Credo che i numeri del botteghino risentano anche della campagna pubblicitaria modesta, anche se in due mesi la società organizzatrice della mostra (la milanese Sae Comunicazione Integrata, ndr) non poteva fare miracoli. La rassegna, comunque, è interessante e migliore rispetto a quella del 2013».
Delusione, per quanto riguarda i biglietti fin qui staccati, anche all’interno della maggioranza di Palazzo Cernezzi. «Molti giudicano “Ritratti di città” in modo positivo – spiega Luigi Nessi, capogruppo di Paco Sel – Eppure, i numeri sono quelli che conosciamo. Inutile nascondere la delusione. Speriamo che l’afflusso di visitatori migliori nei prossimi mesi, anche grazie alle scolaresche».
Infine, il Movimento 5 Stelle, all’opposizione in Comune. «Questo è lo stile di Cavadini – conclude il consigliere Luca Ceruti – Mostre tecnicamente di alto livello ma non indicate per replicare le grandi affluenze di pubblico a cui Como era abituata».

Nella foto:
Dal 28 giugno al 31 luglio i biglietti staccati a Villa Olmo sono stati 4.628 (Fkd)

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