Mostra, la rivoluzione di Cavadini. Gestione ai privati per 550mila euro

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L’evento di Villa Olmo
Pubblicato il bando. Ma c’è il rischio stangata su ticket e visite

La prossima mostra – al di là dei futuri risultati – segnerà comunque un cambio epocale (con rischio stangata per i visitatori) nella storia degli eventi d’arte a Como, almeno sul fronte dell’organizzazione e della gestione. Infatti, per la prima volta in assoluto, l’evento clou di primavera sarà completamente sulle spalle (con oneri e onori) di un soggetto privato. Farà capo a Palazzo Cernezzi, e segnatamente all’assessorato alla Cultura, soltanto il progetto culturale della mostra, peraltro

già preparato dallo stesso Cavadini – insieme con il curatore e critico d’arte, Flaminio Gualdoni – e reso noto nei dettagli a dicembre (la mostra prevista dal 28 giugno al 16 novembre prossimo si intitolerà “Ritratti di città” e sarà il seguito ideale di quella dedicata in gran parte ad Antonio Sant’Elia nel 2013).
Il Comune ha appena pubblicato il bando per l’affidamento in gestione dell’esposizione «a un soggetto qualificato». La prima curiosità riguarda l’utilizzo di Villa Olmo, di cui Palazzo Cernezzi mette a disposizione anche il primo piano per «uffici di supporto, attività collaterali, laboratori e conferenze a tema».
Riguardo a ciò che il Comune indica come “valore presunto della concessione”, ossia quanto i partecipanti al bando dovranno offrire come minimo per aggiudicarsi l’organizzazione dell’evento, la cifra di partenza è 550mila euro. Il soggetto che farà l’offerta migliore partendo da quella cifra di base – comprensiva, quindi, di tutte le voci di spesa prefissate dal Comune – avrà poi interamente sulle proprie spalle il compito di generare ricavi che possano compensare l’investimento iniziale. L’intervento diretto del Comune sarà quindi limitato a 47mila euro, come già negli anni scorsi.
Come potranno i privati recuperare l’investimento fatto? Con gli incassi derivanti da tutti i servizi che gestiranno direttamente aggiudicandosi il bando, per esempio. Ossia con la possibilità di gestire il bar nel parco di Villa Olmo, per dirne una. Ma poi – e qui i visitatori rischiano una potenziale stangata – con la vendita di biglietti, cataloghi e audioguide. Il punto è che il bando pubblicato dal Comune permetterà ai vincitori (pur senza obbligarli) di alzare il costo del biglietto intero dai 10 euro del 2013 ai 12, di arrivare fino a 60 euro (rispetto ai 50 del 2013) per le visite guidate di scuole e associazioni o addirittura di fissare a 120 euro il costo dell’accoppiata laboratorio più visita guidata rispetto ai 70 dello scorso anno. Confermati invece i prezzi per le audioguide (5 euro adulti, 3 bambini). Va detto, comunque, che per assegnare il punteggio ai partecipanti, il Comune darà valore 20 al prezzo proposto e 80 al progetto.
La svolta copernicana – per chiudere gli aspetti contabili e finanziari – risiede comunque in questa frase messa nero su bianco: «Il Comune non sarà responsabile e non provvederà al ripiano di alcun disavanzo del gestore». Insomma, già ora si può dire che – almeno per le casse pubbliche – la mostra non potrà mai risultare in passivo. Dopo anni di polemiche, un risultato non proprio secondario.
Per quanto riguarda la promozione – sempre a carico dei privati, come gli allestimenti e il catalogo, il bookshop e il personale – è stata stabilità la data di partenza obbligatoria: entro il 28 aprile prossimo, non un giorno oltre. Tra l’altro, il soggetto vincitore del bando dovrà rendicontare puntualmente al Comune effetti e riscontri a livello nazionale del battage pubblicitario e di tutte le iniziative promozionali obbligatorie per lanciare la mostra.
La data ultima per la presentazione delle offerte è fissata al 7 aprile.

Emanuele Caso

Nella foto:
Nel bando del Comune è previsto che i vincitori possano anche utilizzare il primo piano di Villa Olmo per alcune attività

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