Mostra, mozione di sfiducia contro Gaddi. E lui: «Attacco politico»

Grandi eventi e polemiche
Documento di Serrentino (Forza Como) sul deficit. L’assessore: «Sola una manovra elettorale»
I conti della grande mostra 2011, quella dedicata a Boldini e ai maestri della Belle Époque, tornano ad accendere la polemica politica a Palazzo Cernezzi. Questa volta, a “sparare” contro l’assessore alla Cultura Sergio Gaddi è l’ex consigliere comunale del Pdl, ora passato in Forza Como, Massimo Serrentino. Il quale, ieri mattina, ha depositato in Comune una mozione di sfiducia nei suoi confronti accusandolo di non aver detto tutta la verità in merito alla copertura dello sbilancio
contabile (poco più di 50mila euro) dell’ultimo evento. Serrentino rievoca come pietra dello scandalo la commissione consiliare dedicata alla grande mostra svoltasi il 12 dicembre scorso. In quella sede, secondo l’ex esponente pidiellino, Gaddi avrebbe indicato in Csu (società per azioni controllata dal Comune) il soggetto deputato a coprire lo sbilancio contabile della mostra.
«Ma non è affatto così – ribatte Serrentino – perché Csu non ha alcuna responsabilità in merito, dunque nessuno può affermare che il disavanzo di gestione, generato da incassi inferiori al previsto (nel caso di Boldini, i minori introiti della biglietteria) debba essere posto a carico della società».
Gaddi, però, ieri ha ribattuto con una conferenza stampa di fuoco. «Tengo subito a precisare che ho già dato mandato al mio legale per denunciare Serrentino che mi accusa, sbagliando, di dire il falso – ha affermato l’assessore – Non posso tollerare in alcun modo che vengano diffuse informazioni non vere che danneggino la mia professionalità e la mia persona. Verserò il ricavato in beneficenza».
Questione legale a parte, è il nodo politico quello su cui Gaddi ha insistito.
«Questa mozione è chiaramente a orologeria, visto che io sono tra i possibili candidati a sindaco per le prossime elezioni amministrative – sottolinea l’assessore – Ora qualcuno si sveglia dal letargo e spontaneamente o sotto dettatura si tenta di colpirmi. Ma se con questi mezzi l’obiettivo è farmi desistere, ci si sbaglia di grosso».
Infine, l’aspetto economico della mostra. «Come noto – afferma Gaddi – l’ex ministro Tremonti, per il 2011, aveva tassativamente imposto una riduzione dell’80% sulle spese per la cultura. Dunque noi abbiamo investito la cifra di 57mila euro e non potevamo spendere un solo centesimo di più per legge. Lo dimostra anche il fatto che nemmeno nell’assestamento di bilancio abbiamo ripianato il deficit dell’evento. Da ciò ne consegue che sarà Csu, come peraltro previsto da tutti gli accordi ufficiali, a coprire, nella forma che riterrà più opportuna, la cifra». Infine, Gaddi ha citato un recente studio dell’associazione “Civita” secondo il quale l’indotto legato all’ultima grande mostra sarebbe di 3,8 milioni.

Emanuele Caso

Nella foto:
L’assessore alla Cultura del Comune di Como, Sergio Gaddi, immortalato a Villa Olmo sotto il grande cartellone della mostra dedicata a Boldini

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