Mostra per ricordare Rumi alla Famiglia Comasca
Cultura e spettacoli

Mostra per ricordare Rumi alla Famiglia Comasca

Sabato 24 novembre, alle 17, la Famiglia Comasca di via Bonanomi 5 a Como inaugura una mostra dedicata a Mario Rumi. “Sono passati quattro anni dalla sua scomparsa nell’agosto 2014, ma il ricordo di un uomo come lui è vivo più che mai. Con il passare del tempo, appare ancora più straordinaria la sua impresa di contribuire in modo molto concreto a dissetare l’Africa, realizzando pozzi a centinaia in Algeria, Niger, Benin, Burkina Faso, Ghana, Kenya, Mali, Ciad, Tanzania. Lo ha fatto, con una determinazione umanitaria di eccezionale spessore, per onorare la memoria dell’adorato figlio Manuel, perito nel deserto del Sahara a 27 anni. Il suo atroce dolore di padre si è trasformato in una missione di pace e amore per gli altri”, si legge nel comunicato ufficiale. Una perenne lezione per tutti, di valore mondiale, che la mostra vuole testimoniare con una serie di documenti. La mostra rimarrà aperta sino alla fine di gennaio e durante il mese di dicembre sarà visitabile anche il sabato pomeriggio.

Gli ultimi 26 anni della sua vita, Rumi li aveva spesi per dare un senso alla prematura scomparsa di Manuel, viaggiatore solitario, appassionato di deserto. Il figlio aveva iniziato a girare per l’Europa giovanissimo in sella a una Vespa, poi era passato all’enduro. Il rumore del monocilindro della sua Yamaha Tenerè gli ha fatto compagnia anche in quell’ultimo drammatico viaggio, nell’agosto del 1988. La vita del 27enne finì alla “balise 67” uno dei pali di ferro alti circa tre metri che segnano le piste nel deserto. Manuel Rumi stava attraversando le dune del Tiffernine in Algeria. Era solo. Si fermò in quel punto forse per un guasto alla moto. Venne poi trovato senza vita da altri motociclisti di passaggio. Le cause del suo decesso non sono mai state chiarite fino in fondo. Ma da allora il nome di Manuel e il suo ricordo hanno continuato a viaggiare per l’Africa e per il mondo, grazie all’infaticabile attività dei genitori, della sorella e di tanti amici, tutti volontari, che hanno dato vita all’Associazione Manuel Rumi onlus. Mario Rumi era il braccio e la menta dell’associazione. Lavoratore instancabile, scrittore, poeta, grande organizzatore. Un vero e proprio vulcano in grado di coinvolgere tutti nei suoi progetti di solidarietà. L’Associazione Manuel Rumi ha realizzato documentari sull’acqua per le scuole, mostre, tornei, opere teatrali e pubblicato diversi libri.

Il testo più importante rimane probabilmente “Manuel il mio Tuareg” scritto proprio da Mario Rumi nel 1990 e ristampato in cinque diverse edizioni con altrettanti aggiornamenti fino al 2008.

20 Novembre 2018

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Lorenzo

Lorenzo Morandotti lmorandotti@corrierecomo.it


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