Mourinho elogia il Lario. «Garantisce la privacy»

Jose Mourinho

Due ali di folla che hanno accolto i giocatori, duecento giornalisti da tutto il mondo per la giornata dedicata alla stampa e il carisma e le frasi di Mourinho mai banali.
Questi gli ingredienti dell’evento vissuto ieri dall’Inter nella sua “tana”, ad Appiano Gentile. La località lariana per un giorno è stata realmente, almeno sotto un profilo strettamente calcistico, il centro del mondo.
Un’occasione in cui non è mancata la delusione dei tifosi nerazzurri, che, per l’errata comunicazione di qualche giornale, erano convinti che l’allenamento fosse a porte aperte.
Invece l’apertura dei cancelli era riservata esclusivamente alla stampa, ai fotografi e agli operatori delle televisioni (comprese Espn e Al Jazeera), per l’open day organizzato dall’Uefa in vista della finale di Champions League di sabato prossimo a Madrid, allo stadio Bernabeu, contro il Bayern Monaco.
Ma, da dietro le reti, c’è anche chi è riuscito a farsi sentire. L’urlo più vigoroso è stato quello di un sostenitore che, con tutta la voce che aveva, ha mandato un chiaro messaggio a mister Josè Mourinho: «Sei un grandissimo, non puoi andartene via».
Perché, oltre alla finale, l’argomento che più teneva banco ad Appiano Gentile era l’atteso addio del tecnico dell’Inter che, dicono i rumors, dopo la partitissima con il Bayern, lascerà la guida della compagine nerazzurra.
E l’addio sarà anche per Como e il suo lago, e in particolare Villa Ratti, la residenza italiana scelta dal tecnico portoghese che, a margine della conferenza stampa e delle domande dedicate alla finalissima e al suo futuro, si è concesso anche una riflessione sulla nostra città.
Un elogio, che ha valore doppio, se si considera che anche nell’incontro di ieri con i giornalisti Mourinho ha sottolineato: «In Italia ho avuto tanti problemi». Problemi che non ci sono stati con il Lario e i suoi abitanti: «La città e la sua gente mi piacciono – ha sottolineato – Como è una soluzione ideale per la privacy, la tranquillità e la vicinanza al campo di allenamento. E poi la gente è discreta e mi lascia in pace».
I tifosi nerazzurri, ovviamente, sperano che il tecnico rimanga e non hanno mancato di sottolinearlo al suo arrivo, quando con la macchina il mister è giunto alla Pinetina. E ieri non era facile per nessuno oltrepassare il cancello, perché c’era una folla davvero copiosa che voleva sia ringraziare la squadra per lo scudetto vinto domenica scorsa, sia incoraggiarla in vista della finalissima.
Persone di tutte le età, famiglie intere, dipendenti che hanno chiesto un permesso per esserci: c’era davvero una varia umanità ad Appiano Gentile, tutti pronti a gioire per un saluto o uno sguardo di uno dei loro idoli all’ingresso del centro di allenamento. E, come detto, delusi perché avrebbero voluto seguire anche la seduta della squadra.
Tra di loro c’è chi è andato “attapirato” a casa dopo aver capito che non c’era la possibilità di accomodarsi in tribuna, ma c’è anche chi, imperterrito, è rimasto fuori dal centro sportivo “Angelo Moratti” fino a che l’ultimo collaboratore non ha lasciato la struttura.
L’allenamento è stato seguito da bordo campo dai fotografi e cineoperatori e ha preceduto le interviste ai giocatori e la conferenza stampa di Josè Mourinho, che ha di fatto chiuso l’open day della Pinetina. Una conferenza stampa come sempre pirotecnica, dove, ancora una volta, tutta l’attenzione era per ogni gesto e parola del mister portoghese, uomo dallo smisurato carisma, da cui in ogni momento ci si attende una frase ad effetto.
Quella che più ha colpito era riferita al suo stipendio. «Non ho problemi di contratto o di soldi – ha affermato l’allenatore della squadra nerazzurra – Anzi, quello che guadagno mi fa un po’ vergogna, se penso alla crisi che c’è».
Al suo collega del Bayern Monaco, Louis van Gaal, che si era detto preoccupato dell’arbitro, Mourinho ha risposto: «Io sono preoccupato per il vulcano islandese. Mi piacerebbe partire per Madrid venerdì, invece dovremo farlo nella giornata di mercoledì. Io vorrei invece allenarmi qui e far tornare i giocatori a casa».
E a proposito di arbitro non è mancata una stoccata allo stesso van Gaal: «I tifosi italiani non dimenticano la partita del Bayern con la Fiorentina», con i tedeschi che hanno passato il turno con un gol palesemente irregolare ma incredibilmente concesso dal direttore di gara norvegese Ovrebo.
Sul suo futuro Mourinho ha ribadito ciò che ha detto in questi giorni: «Deciderò la prossima settimana e il risultato della finale non sarà decisivo per la mia scelta. L’Inter non mi deve niente e io ho dato tutto . Ora penso solo alla partita che giudico più importante anche della finale di Coppa del Mondo e che per noi è un sogno, non un’ossessione».

Massimo Moscardi

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