Movida, residenti ancora all’attacco del Comune. «Serve subito un piano che limiti i rumori»

La querelle sulla Como by night
Limiti acustici certi e sanzioni in caso di violazioni. I residenti del centro storico di Como tornano all’attacco sul tema movida e chiedono al Comune l’approvazione definitiva del piano di zonizzazione acustica, adottato “in deroga” nel 2008 e tuttora in attesa di essere formalizzato ufficialmente.
«Chiediamo a Palazzo Cernezzi una presa di posizione ufficiale sulla materia – sottolinea Roberto Salvio, portavoce del Comitato dei residenti – Il piano di zonizzazione acustica
deve indicare per ogni area della città una soglia massima di rumore accettato. Nel 2008, il Piano era stato adottato in deroga e siamo rimasti a questo punto perché non sono mai state analizzate e recepite le numerose osservazioni presentate, in primo luogo dall’Arpa».
Nella fascia oraria dalle 22 alle 6, il Piano di zonizzazione acustica aveva previsto per la città murata un limite massimo accettabile di 50 decibel.
«L’adozione ufficiale del Piano consentirebbe di formalizzare valori che più volte non sono stati rispettati – spiega Salvio – Per fare un esempio, nelle sere d’estate più movimentate le rilevazioni fatte in centro hanno riscontrato valori di rumore fino a 65 decibel».
Venerdì scorso, i residenti del centro hanno presentato una formale diffida a Palazzo Cernezzi, chiedendo l’immediato intervento del sindaco e dell’amministrazione per arrivare velocemente all’approvazione definitiva del Piano di zonizzazione acustica.
«Vogliamo lavorare su più fronti per tutelare il nostro diritto al riposo e alla tranquillità – dice ancora Roberto Salvio – Già dalla prossima stagione estiva dovremo fare i conti con la liberalizzazione degli orari. Se potremo contare almeno con un regolamento certo sui livelli di rumore tollerati, avremo qualche garanzia in più». «Se si fissano soglie certe, esattamente come per i limiti di velocità – conclude Salvio – è possibile chiedere controlli sul rispetto di questi limiti e prevedere sanzioni per i trasgressori. Diversamente non abbiamo armi».

Anna Campaniello

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