Movida senza regole: arrivano le prime sanzioni. Volanti in azione nella notte in centro storico a Como

Emergenza coronavirus Como, polizia, controlli, posti di blocco e pattuglie in città

Le immagini di persone in piazza o fuori dai bar, accalcate, con l’aperitivo in mano, il tutto a pochi giorni dalla riduzione delle misure del lockdown, hanno fatto il giro d’Italia facendo temere un ritorno alle restrizioni. Mercoledì mattina, il capo della polizia Franco Gabrielli si è rivolto ai questori, chiedendo di far rispettare le misure che parlano di divieti di aggregazione e (per la Lombardia) di obbligo di indossare la mascherina.
La risposta della polizia di Como non si è fatta attendere e nella notte tra mercoledì e giovedì le pattuglie delle volanti hanno controllato i luoghi della movida. In poche ore sono state otto le sanzioni emesse a carico di ragazzi che stazionavano tra piazza Volta, i Portici Plinio e piazza Roma. Ammende da 400 euro (280 euro se si paga subito) per chi non aveva rispettato il divieto di assembramento, oppure brindava con gli amici senza indossare la mascherina (come chiesto, in questo caso, dall’ordinanza della Regione). I controlli proseguiranno anche nelle prossime giornate, con particolare attenzione al fine settimana. In caso di situazioni problematiche, i prefetti potrebbero anche decidere di “chiudere” vie o piazze.
Ieri, intanto, la Confcommercio di Como ha inviato in redazione un comunicato: «Sono numerose le segnalazioni di problemi collegati alla movida e più in generale ad attività che non rispettano le prescrizioni e gli obblighi che ci sono stati imposti – scrive Confcommercio – Questi quindici giorni sono importanti per evitare che comportamenti sbagliati possano costringere Stato e Regione ad assumere provvedimenti che sarebbero disastrosi per tutta la categoria. L’appello a tutti gli operatori è di agire con responsabilità e professionalità per evitare che le scorrettezze di pochi soggetti possano penalizzare un’intera categoria. Non è nostro compito sostituirci alle forze dell’ordine ma sicuramente è indispensabile collaborare per evitare conseguenze gravi».

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