Il Movimento Neoborbonico: «Napoletani, non acquistate i mobili di Cantù»
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Il Movimento Neoborbonico: «Napoletani, non acquistate i mobili di Cantù»

Non solo insulti sulla pagina personale di Claudio Bizzozero. Le parole del primo cittadino di Cantù (QUI l’articolo con le sue affermazioni) stanno scatenando una lunga serie di reazioni. E non manca la proposta di boicottare i mobili di Cantù, proposta dal Movimento Neobrbonico. Frasi, insomma, che rischiano di fare molti più danni di quanto si potesse inizialmente pensare.

«Pronti a boicottare l’acquisto di mobili di Cantù». La proposta è del Movimento Neoborbonico, organizzazione che ha come motto “memoria, orgoglio e riscatto per i grandi popoli delle Due Sicilie”. «Preso atto che per il sindaco di Cantù, Claudio Bizzozero, “Napoli è una fogna infernale”, il Movimento Neoborbonico – spiega in una nota il presidente Gennaro De Crescenzo – ha invitato i suoi numerosi iscritti e simpatizzanti e i napoletani a comunicare ai tanti e famosi mobilifici di Cantù che, fino a quando non sarà sfiduciato, smentito o rimosso il sindaco della loro città non potranno più acquistare i loro prodotti associati (magari anche loro malgrado) ad offese gravi e gratuite». «L’iniziativa neoborbonica è provocatoria, in attesa che i governi nazionali pongano fine a queste gravi discriminazioni e ad una colonizzazione culturale ed economica di cui il Sud è vittima da oltre 150 anni» aggiunge il presidente del Movimento che poi conclude: «La campagna “compra Sud”, anche per i mobilifici, per la difesa e la valorizzazione dei prodotti e dell’economia meridionale, è una delle iniziative neoborboniche più seguite e utili».

Al di là del comunicato, De Crescenzo aggiunge: «L’auspicio è che dai cittadini canturini e magari proprio dalle associazioni economiche giungano parole di dissociazione rispetto a quello che ha affermato il sindaco». «Ovviamente siamo convinti che la maggior parte delle persone non condivida quello che è stato detto – conclude – e non ci dispiacerebbe leggere qualche comunicato o messaggio che prenda le distanze». Intanto, però, ad alcuni mobilifici canturini sono già arrivate una serie di mail di protesta da parte di cittadini simpatizzanti del movimento, che hanno annunciato l’intenzione di non acquistare più merce prodotta in Brianza. E, ancora una volta attraverso Facebook, c’è chi annuncia: «Ogni volta che andrò ad acquistare un mobile chiederò informazioni sull’origine. Se mi citeranno Cantù, non lo acquisterò».

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Massimo Moscardi

23 Marzo 2017

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