Mozart e Liszt sull’Isola Comacina

Ossuccio e Isola Comacina Tremezzina

Proseguono domani sabato 10 luglio i festeggiamenti per i 100 anni dalla restituzione dell’Isola Comacina all’Italia. Dopo una serata lirica, LacMus propone sull’Isola, con inizio alle ore 20.30, un Gala Sinfonico con l’Orchestra Sinfonica di Milano “Giuseppe Verdi” diretta da Paolo Bressan e con il pianista Louis Lortie, entrambi direttori artistici del Festival.
All’orchestra sono affidati l’ouverture da L’isola disabitata di Haydn e l’Idillio di Sigfrido di Wagner, mentre il solista al pianoforte sarà impegnato nel Concerto n. 23 in la maggiore K488 di Mozart e in Malédiction di Liszt.

Il programma si apre con l’ouverture dall’opera L’isola disabitata di Franz Joseph Haydn. Meno noto come operista rispetto a Mozart, Haydn scrisse numerosi drammi giocosi, Singspiele e opere per marionette, apprezzati dal principe Esterházy, di cui era Maestro di Cappella, e regolarmente messi in scena nei suoi teatri di corte ad Eisenstadt ed Esterháza. L’isola disabitata è l’unico caso in cui Haydn abbia messo in musica un testo di Metastasio, il più grande poeta teatrale del tempo e la partitura reca, fin dall’ouverture, il segno di un forte impegno dell’autore verso un rinnovamento stilistico rispetto ai modelli dell’opera italiana coeva.
Dopo il sipario orchestrale entra in scena il solista, Louis Lortie, per il Concerto n. 23 in la maggiore K488 di Mozart. Come quasi tutti i concerti pianistici del grande Amadeus, questa pagina appartiene al periodo viennese ed è concepita per essere eseguita dallo stesso autore. Mozart presentava spesso questi suoi lavori nel corso di ‘accademie’ a sottoscrizione, che gli garantivano entrate negli anni difficili della libera professione. Il concerto alterna momenti sereni e luminosi con altri più malinconici ed intimistici.
Il pianoforte è poi l’indiscusso protagonista di una pagina misteriosa che Liszt iniziò ad abbozzare intorno al 1830, Malédiction, portata a termine nel 1833. Il solista deve qui affrontare una scrittura molto virtuosistica, mentre gli archi che lo affiancano rivestono un ruolo più secondario. La densità dell’ispirazione e la ricchezza di idee ne fanno un lavoro suggestivo, in cui già si intravvedono i tratti del Liszt più maturo; non a caso alcuni temi saranno ripresi nella Faust-Symphonie.

Una tenera occasione biografica è alla base dell’Idillio di Sigfrido di Wagner, che chiude il concerto. Nel 1869 il compositore è a Tribschen, vicino a Lucerna, dove lavora al Siegfried, quando nasce il terzo figlio, il primo maschio, cui il compositore, preso dalla stesura della seconda giornata dell’Anello del Nibelungo, appone il nome dell’eroe. Per la sua nascita, Wagner scrive il Siegfried-Idyll nel 1870 impiegando motivi dell’Anello e una ninna-nanna popolare tedesca. Lo dedica alla moglie Cosima e lo fa eseguire per lei, come regalo, la mattina di Natale, da tredici strumentisti che fa accomodare nella tromba delle scale della villa di Tribschen. Il brano verrà poi modificato in vista di un’esecuzione con un’orchestra più completa e della successiva pubblicazione, nel 1878.

Gli artisti
Anima di LacMus insieme a Paolo Bressan, il pianista franco-canadese Louis Lortie è rinomato in tutto il mondo per la sua originalità interpretativa, figlia di un ampio repertorio. The Times ha trovato in lui una “combinazione di spontaneità e maturità che solo i grandi pianisti hanno”. Louis Lortie ha collaborato con famosi direttori d’orchestra tra cui Riccardo Chailly, Lorin Maazel, Kurt Masur, Seiji Ozawa, Charles Dutoit, Neeme Järvi, Wolfgang Sawallisch, Hannu Lintu. Ha inoltre preso parte a numerosi progetti di musica da camera con Augustin Dumay e forma un affiatato duo con la pianista canadese Hélène Mercier. Louis Lortie ha al suo attivo più di trenta registrazioni per l’etichetta Chandos. Dall’ottobre 2016 è Master in Residence alla Queen Elisabeth Music Chapel di Bruxelles, in collaborazione con la quale ha dato vita a LacMus Festival.
Paolo Bressan, nato a Varese, fin da bambino ha frequentato il Lago di Como per origini familiari. Ha studiato al Conservatorio di Milano e in seguito è stato allievo di Lortie. Oggi vive tra Berlino e il Lago di Como e dirige orchestre in tutto il mondo, dove è richiestissimo soprattutto nell’ambito del melodramma. Bressan ha diretto in sale prestigiose come la Konzerthaus di Vienna, il Théatre des Champs Elysées di Parigi, l’Opera di Dallas. E’ stato designato dall’etichetta Warner Music come supervisore artistico di importanti progetti discografici di stelle del canto come Diana Damrau e Angela Gheorgiu.

Fondata nel 1993 da Vladimir Delman, l’Orchestra Sinfonica “Giuseppe Verdi” di Milano è diventata fin da subito un riferimento per il grande repertorio sinfonico a Milano. Sul suo podio, dal 1999 a oggi si sono susseguiti tre direttori musicali di altissimo prestigio:  Riccardo Chailly, Zhang Xian (prima donna ad assumere un tale incarico in Italia) e, infine, Claus Peter Flor. Nel corso della sua storia, l’orchestra ha ospitato alcune delle più illustri bacchette della seconda metà del Novecento, da Carlo Maria Giulini a Peter Maag, da Georges Prêtre fino a Vladimir Fedoseyev, Helmuth Rilling, Patrick Fournillier e Riccardo Muti. Tra i grandi solisti protagonisti di memorabili concerti ricordiamo Martha Argerich , Aldo Ceccato, Tibor Varga, Steven Isserlis, Lilya Zilberstein , Kolja Blacher e Yefim Bronfman.
Oltre alla continua presenza a Milano con una ricca stagione sinfonica, l’Orchestra è invitata spesso in sale prestigiose in Italia e all’estero. Parallelamente all’attività concertistica ha sviluppato un’intensa attività discografica, incidendo più di trenta dischi, spaziando dal repertorio verdiano e rossiniano al grande sinfonismo romantico e russo.

Per tutta la durata del festival sarà possibile visitare la mostra “Artur Schnabel e la sua famiglia. Storie di musicisti in Tremezzina, Lago di Como” –, allestita presso il Museo del Paesaggio del Lago di Como a Tremezzina (CO) e promossa dal Comune di Tremezzina in collaborazione con l’Associazione Ars Aeterna e la Schnabel Music Foundation, con il contributo di prestiti di collezioni private e documenti inediti di archivi storici italiani (tra cui quello del Comune di Tremezzina).
Per la prima volta – e in occasione di due anniversari che cadono nel 2021: i 70 anni della morte di Artur Schnabel, e i 20 anni della morte del figlio Karl Ulrich Schnabel – la mostra illustrerà e racconterà il vissuto umano e artistico di una famiglia di musicisti che, a partire da Artur, hanno intrecciato vicende personali e storie ricche di ammirazione ed interesse verso la Tremezzina, il territorio e i suoi abitanti.
La mostra sarà aperta fino al 26 settembre.

LacMus Festival è organizzato dalla Associazione Musicale e Culturale “Ars Aeterna” con il sostegno del Comune di Tremezzina, dell’Associazione American Friends of LacMus Festival, di donatori privati, e con la collaborazione della Cappella Musicale Regina Elisabetta del Belgio.

Modalità d’ingresso
Biglietto intero: 50 euro / ridotto 25 euro
Il concerto si svolgerà all’aperto e senza intervallo; in caso di pioggia si terrà presso il Palazzetto dello sport di Lenno, Via degli Artigiani, 9, Loc. Lenno, 22016 Tremezzina (CO).
E’ richiesto l’uso della mascherina anche all’aperto.

Una tenera occasione biografica è alla base dell’Idillio di Sigfrido di Wagner, che chiude il concerto. Nel 1869 il compositore è a Tribschen, vicino a Lucerna, dove lavora al Siegfried, quando nasce il terzo figlio, il primo maschio, cui il compositore, preso dalla stesura della seconda giornata dell’Anello del Nibelungo, appone il nome dell’eroe. Per la sua nascita, Wagner scrive il Siegfried-Idyll nel 1870 impiegando motivi dell’Anello e una ninna-nanna popolare tedesca. Lo dedica alla moglie Cosima e lo fa eseguire per lei, come regalo, la mattina di Natale, da tredici strumentisti che fa accomodare nella tromba delle scale della villa di Tribschen. Il brano verrà poi modificato in vista di un’esecuzione con un’orchestra più completa e della successiva pubblicazione, nel 1878.

Gli artisti
Anima di LacMus insieme a Paolo Bressan, il pianista franco-canadese Louis Lortie è rinomato in tutto il mondo per la sua originalità interpretativa, figlia di un ampio repertorio. The Times ha trovato in lui una “combinazione di spontaneità e maturità che solo i grandi pianisti hanno”. Louis Lortie ha collaborato con famosi direttori d’orchestra tra cui Riccardo Chailly, Lorin Maazel, Kurt Masur, Seiji Ozawa, Charles Dutoit, Neeme Järvi, Wolfgang Sawallisch, Hannu Lintu. Ha inoltre preso parte a numerosi progetti di musica da camera con Augustin Dumay e forma un affiatato duo con la pianista canadese Hélène Mercier. Louis Lortie ha al suo attivo più di trenta registrazioni per l’etichetta Chandos. Dall’ottobre 2016 è Master in Residence alla Queen Elisabeth Music Chapel di Bruxelles, in collaborazione con la quale ha dato vita a LacMus Festival.
Paolo Bressan, nato a Varese, fin da bambino ha frequentato il Lago di Como per origini familiari. Ha studiato al Conservatorio di Milano e in seguito è stato allievo di Lortie. Oggi vive tra Berlino e il Lago di Como e dirige orchestre in tutto il mondo, dove è richiestissimo soprattutto nell’ambito del melodramma. Bressan ha diretto in sale prestigiose come la Konzerthaus di Vienna, il Théatre des Champs Elysées di Parigi, l’Opera di Dallas. E’ stato designato dall’etichetta Warner Music come supervisore artistico di importanti progetti discografici di stelle del canto come Diana Damrau e Angela Gheorgiu.

Fondata nel 1993 da Vladimir Delman, l’Orchestra Sinfonica “Giuseppe Verdi” di Milano è diventata fin da subito un riferimento per il grande repertorio sinfonico a Milano. Sul suo podio, dal 1999 a oggi si sono susseguiti tre direttori musicali di altissimo prestigio:  Riccardo Chailly, Zhang Xian (prima donna ad assumere un tale incarico in Italia) e, infine, Claus Peter Flor. Nel corso della sua storia, l’orchestra ha ospitato alcune delle più illustri bacchette della seconda metà del Novecento, da Carlo Maria Giulini a Peter Maag, da Georges Prêtre fino a Vladimir Fedoseyev, Helmuth Rilling, Patrick Fournillier e Riccardo Muti. Tra i grandi solisti protagonisti di memorabili concerti ricordiamo Martha Argerich , Aldo Ceccato, Tibor Varga, Steven Isserlis, Lilya Zilberstein , Kolja Blacher e Yefim Bronfman.
Oltre alla continua presenza a Milano con una ricca stagione sinfonica, l’Orchestra è invitata spesso in sale prestigiose in Italia e all’estero. Parallelamente all’attività concertistica ha sviluppato un’intensa attività discografica, incidendo più di trenta dischi, spaziando dal repertorio verdiano e rossiniano al grande sinfonismo romantico e russo.

Per tutta la durata del festival sarà possibile visitare la mostra “Artur Schnabel e la sua famiglia. Storie di musicisti in Tremezzina, Lago di Como” –, allestita presso il Museo del Paesaggio del Lago di Como a Tremezzina (CO) e promossa dal Comune di Tremezzina in collaborazione con l’Associazione Ars Aeterna e la Schnabel Music Foundation, con il contributo di prestiti di collezioni private e documenti inediti di archivi storici italiani (tra cui quello del Comune di Tremezzina).
Per la prima volta – e in occasione di due anniversari che cadono nel 2021: i 70 anni della morte di Artur Schnabel, e i 20 anni della morte del figlio Karl Ulrich Schnabel – la mostra illustrerà e racconterà il vissuto umano e artistico di una famiglia di musicisti che, a partire da Artur, hanno intrecciato vicende personali e storie ricche di ammirazione ed interesse verso la Tremezzina, il territorio e i suoi abitanti.
La mostra sarà aperta fino al 26 settembre.

LacMus Festival è organizzato dalla Associazione Musicale e Culturale “Ars Aeterna” con il sostegno del Comune di Tremezzina, dell’Associazione American Friends of LacMus Festival, di donatori privati, e con la collaborazione della Cappella Musicale Regina Elisabetta del Belgio.

Modalità d’ingresso
Biglietto intero: 50 euro / ridotto 25 euro
Il concerto si svolgerà all’aperto e senza intervallo; in caso di pioggia si terrà presso il Palazzetto dello sport di Lenno, Via degli Artigiani, 9, Loc. Lenno, 22016 Tremezzina (CO).
E’ richiesto l’uso della mascherina anche all’aperto.

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