Muggiò, parla il direttore della piscina chiusa da luglio: «I lavori sono tanti, nessuna certezza sui tempi»

Trofeo di nuoto piscina di Muggiò

La vasca olimpionica della piscina di Muggiò è piena. Il riscaldamento è però spento per limitare i costi di manutenzione dell’impianto.
Non appena si dovessero risolvere i problemi che non consentono la riapertura della struttura, tempo un paio di giorni per portare in temperatura l’acqua e tutto potrebbe ritornare come prima, seppur con mesi di ritardi e disagi a non finire per gli atleti e per i semplici appassionati. Purtroppo, però, non si può quantificare quanto sarà ancora lunga l’attesa.

«Noi continuiamo a lavorare ogni giorno così come ogni giorno ci sentiamo e discutiamo sul da farsi con il Comune – spiega il direttore della piscina di Muggiò, Stefano Uberti – Ma il punto è un altro. Ad oggi non possiamo dire quanto tempo ci vorrà per arrivare a una riapertura. Ovviamente ogni nostro sforzo è rivolto a minimizzare i tempi di chiusura. La vasca è piena e pronta a essere riscaldata».

La realtà è però decisamente molto complessa. La piscina di Muggiò, infatti, è ormai chiusa dallo scorso mese di luglio e la situazione che si è venuta a creare sta mettendo in ginocchio le società sportive che si appoggiano all’impianto per allenamenti e corsi. Circa 1.200 atleti piccoli e grandi che praticano nuoto, pallanuoto e nuoto sincronizzato non hanno più il loro punto di riferimento per allenamenti e competizioni.
Ciò significa anche maggiori spese per atleti e società che devono sobbarcarsi trasferte negli impianti delle province confinanti per prepararsi.

«I lavori da fare sono numerosi, questo è fuori di dubbio – aggiunge Uberti – Si tratta però di interventi che sono sì numerosi, ma di poco conto ai fini dell’utilizzo della vasca. Anche lo scorso martedì abbiamo avuto un altro incontro con la commissione prefettizia. Purtroppo il percorso che ci aspetta davanti è ancora potenzialmente lungo. Non si hanno certezze ed è dunque difficile fare un crono-programma». Una realtà dunque che potrebbe prolungarsi; una strada da percorrere «potrebbe essere quella, una volta chiarito il quadro generale della situazione, di mettere in essere subito i lavori necessari per aprire la vasca. Poi, anche con un cantiere in corso ma circoscritto negli spazi e senza pubblico, gli atleti potrebbero tornare ad allenarsi. Stiamo lavorando su tutti i fronti con impegno».

Sullo sfondo, inoltre, c’è ancora da rinnovare la convenzione tra la Federazione italiana nuoto (Fin) e il Comune di Como. «Non ci dovrebbero essere problemi su questo fronte. Certo non si sta vivendo una situazione ideale per nessuno».

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