Multe non pagate e tassa rifiuti. Nelle casse di Palazzo Cernezzi mancano 7 milioni
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Multe non pagate e tassa rifiuti. Nelle casse di Palazzo Cernezzi mancano 7 milioni

«Dobbiamo affrontare seriamente il problema della riscossione delle imposte». È toccato all’assessore Adriano Caldara, titolare del Bilancio, dare in pasto ai giornalisti, ieri, la notizia del giorno: nei conti di Palazzo Cernezzi c’è un “buco” di una ventina di milioni di euro. A tanto ammonta infatti la differenza tra residui attivi e passivi, ovvero tra i soldi da incassare e quelli da spendere.
Secondo gli ultimi dati, relativi alla fine di novembre 2017, i residui attivi superano i 46 milioni circa, quelli passivi sono fermi a 27 milioni. «I primi – ammette Caldara – sono purtroppo in aumento. Non riusciamo a colmare questo dislivello».
Il motivo non è ovviamente uno solo. E tra le cause della falla finanziaria c’è una massiccia dose di evasione fiscale. Contro cui il Comune ha deciso battagliare. Ecco allora la scelta di «scambiare le informazioni con guardia di finanza e Agenzia delle Entrate», annunciata dallo stesso sindaco in apertura di conferenza stampa.
Due numeri, tra i tanti, fanno capire qualcosa in più. Il primo riguarda la tassa dei rifiuti, la cui percentuale di riscossione (86%) si traduce fino a questo momento in un mancato incasso di 1,7 milioni di euro. Il secondo è molto più vistoso ed è relativo alle multe per infrazioni al Codice della Strada. In questo caso, all’appello mancano oltre 5 milioni di euro. Con ogni probabilità, si tratta in gran parte delle contravvenzioni elevate ad automobilisti stranieri. Una montagna di soldi molto difficile da “scalare”.
Ma evadere (o non pagare) le tasse comunali sembra essere uno sport diffuso.
Ad esempio, nel settore del turismo non ufficiale. «Mettere in rete i dati può essere importante non soltanto per combattere l’evasione, ma anche per salvaguardare la concorrenza».
Nel mirino ci sono le cosiddette “case vacanza”, appartamenti e abitazioni trasformate dai proprietari in stanze d’albergo low cost , da affittare magari online, fuori da ogni possibile (e necessario) controllo.
Case vacanza che, rimanendo fuori dal circuito fiscale, evadono più imposte: non soltanto l’irpef sul profitto dei proprietari, ma anche la tassa sui rifiuti e la tassa di soggiorno.
I risultati della “guerra” dichiarata dal Comune non si vedranno subito. Ma promettono di riportare in bilancio più dei 2.500 euro recuperati da Palazzo Cernezzi nel 2016.

5 gennaio 2018

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Redazione Corriere di Como

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