Multiutility del Nord, c’è l’advisor: incarico affidato alla Price Waterhouse Coopers

Il termovalorizzatore di Acsm Agam

Primo ma importante passo avanti nel progetto di aggregazione tra le multiutility delle province lombarde pedemontane. Le imprese che il primo aprile scorso hanno firmato una lettera d’intenti non vincolante in vista di una possibile fusione – la varesina Aspem, la lecchese Lario Reti Holding, la valtellinese Aevv , la comasca Acsm-Agame A2A – hanno individuato l’advisor che si occuperà di stabilire il valore di tutti i soggetti coinvolti nell’operazione. Si tratta della Price Waterhouse Coopers (Pwc), tra le maggiori società di consulenza in questo campo.

Nel giro di 4 mesi, la Pwc produrrà un rapporto di sintesi in cui saranno analizzati bilanci e patrimoni delle multiutility del Nord-Ovest lombardo. Un lavoro necessario per stabilire le eventuali, future, quote di partecipazione e il peso di ciascuna impresa nell’aggregazione. La governance della multiutilityche potrebbe nascere dalla maxi-fusione è certamente l’aspetto più delicato e politicamente rilevante. La lettera d’intenti d’inizio aprile, come detto, non è vincolante ma il processo di aggregazione appare quasi inevitabile, anche perché il tasso di competitività del mercato non permette più alle piccole imprese del settore di partecipare con successo alle gare per l’assegnazione dei servizi di distribuzione del gas o dell’acqua. Oltre all’incarico a Pwc per la valutazione patrimoniale, è possibile che Acsm-Agam – unica quotata in Borsa tra le imprese coinvolte nell’operazione – affidi a un secondo advisor (si parla di Banca Imi) un ulteriore verifica finanziaria, a garanzia dei risparmiatori.

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