Muore dopo sette anni e mezzo di coma Schignano piange Eliseo Peduzzi, la “Ciocia”

Oggi alle 15 i funerali civili
(da.c.) Sette anni e mezzo in coma. E ieri, la morte. Si è chiuso così, lontano da ogni clamore, il lungo calvario di Eliseo Peduzzi, sessantenne comasco di Schignano rimasto dal marzo del 2004 in un letto d’ospedale dopo una rovinosa e sfortunata caduta da cavallo.
Personaggio notissimo in tutta la Valle Intelvi, Eliseo Peduzzi era stato presidente della Società di mutuo soccorso, consigliere comunale e consigliere della Comunità montana, segretario per molti anni del Partito Comunista intelvese e dirigente provinciale del Pci. Peduzzi aveva anche militato nella Cgil ed era stato un volontario della Croce Rossa.
Funzionario dell’Enel, aveva una grande passione: il Carnevale storico. Era stato lui, insieme con altri, a portare le tradizionali maschere valligiane a Milano e a Venezia. Mirabile la sua interpretazione della “Ciocia”, la donna tenuta in catene dal marito. Dopo l’incidente del 2004, e nonostante i disperati tentativi dei medici, Peduzzi non aveva mai ripreso conoscenza.
Oggi pomeriggio, alle 15, nella frazione Macchero ad Argegno, si svolgono i funerali in forma civile. L’orazione funebre è tenuta dall’ex deputato del Pd Rosalba Benzoni. Dopo la breve cerimonia la salma sarà cremata e le ceneri tumulate nel cimitero di Schignano.
«Sono molto triste perché se n’è andato un amico, una persona straordinaria con la quale avevo vissuto momenti importanti di vita politica». La Benzoni ricorda sì il consigliere comunale e l’uomo impegnato nel sociale, ma soprattutto «il valligiano innamorato della cultura e della storia del suo territorio. Eliseo – dice ancora l’ex parlamentare democratica – era famoso per l’interpretazione della “Ciocia”, che faceva con un risvolto arguto, ironico, qualcosa che altri non sono stati capaci di imitare. Aveva uno sguardo che andava lontano ma le sue radici restavano ancorate nella terra lariana».

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