“Murder Mystery”: Aniston, Sandler e il Lario in onda a giugno su Netflix

Jennifer Aniston in centro città. Copyright ph. Emilio Andreoli i

Como e il suo lago, sempre più Lariowood, saranno visti da circa 140 milioni di persone dal prossimo 12 giugno, in uno spot per le bellezze del territorio con pochi precedenti.
Il colosso californiano Netflix, fondato da Reed Hastings e Marc Randolph, e leader nella distribuzione via Internet di film, serie televisive e altri contenuti d’intrattenimento, ha annunciato il lancio del film “Murder Mystery”, il thriller girato sul Lago di Como la scorsa estate con protagonisti Jennifer Aniston e Adam Sandler. La piattaforma che consente di vedere i contenuti su smart tv, tablet e smartphone contava già a dicembre 139 milioni di abbonati in tutto il mondo e la crescita è proseguita in questo 2019.
L’attesa per assistere al film è alta. Si tratta di una produzione costosa, degna delle major di Hollywood. Un grande spot per il Lago di Como, non il primo certo, e sicuramente non l’ultimo, che arriva a impreziosire la stagione turistica che avrà i primi grandi picchi tra Pasqua e i Ponti di fine aprile. Un legame, quello di Como, il Lario, e il cinema, che parte da lontano e conta oltre 100 pellicole girate.

Jennifer Aniston in centro città. Copyright ph. Emilio Andreoli i
Jennifer Aniston in centro città. Copyright ph. Emilio Andreoli


Il critico Morando Morandini, scomparso nel 2015, che iniziò la sua carriera giornalistica a Como, all’Ordine, ricordava come all’inizio del Novecento, già il cinema muto, utilizzò il Lago di Como come set di cinque film intitolati “I promessi sposi” dal 1910 al 1922. È del 1917 “Malombra” di Carmine Gallone, nel 1925 arriva un 26enne Alfred Hitchcock a girare a Villa D’Este di Cernobbio. Un lungo elenco di pellicole non solo per il grande schermo: come dimenticare il periodo delle soap, con “Beautiful” e “Vivere” di stanza tra Como e Torno dal 1999 al 2008.

Amici come Prima Boldi De Sica
Amici come Prima: Boldi e De Sica


Una lista con alcune perle assolute, citiamo “Rocco e i suoi fratelli” di Luchino Visconti, che nella casa di famiglia, Villa Erba a Cernobbio ultimò il montaggio di “Ludwig”, poi “C’era una volta in America” del 1984, l’ultimo film di Sergio Leone, e ancora i blockbuster “Guerre Stellari” episodio II, “Casino Royale”, “Ocean’s Twelve” senza dimenticare le ultime produzioni italiane, da “Che bella giornata” di Checco Zalone a “Il capitale umano” di Virzì fino al cinepanettone 2018 con Boldi e De Sica “Amici come prima”. Bollywood, infine, negli ultimi anni sembra adorare piazza Duomo per i suoi set.
«Sarà un grandissimo spot per la nostra città», commenta il sindaco di Como, Mario Landriscina. Al pari o forse più dell’evento dello scorso anno di Dolce & Gabbana o del fastoso fidanzamento indiano. Proprio il sindaco è in attesa di risposte per almeno due “main event” a Villa Olmo. Anche un altro sindaco, Roberto Pozzi di Laglio, o meglio di Lagliowood, è abituato a fare i conti con i riflettori, merito del concittadino George Clooney. «No, non è ancora arrivato qui – dice Pozzi – di solito arriva in maggio. Sono contento per il prossimo passaggio del paese su Netflix. Pensate che all’inizio il set non doveva toccarci, poi il programma è mutato». Non resta quindi per attendere il 12 giugno per “Murder Mystery” e per capire quanto siano riconoscibili la Regina negli inseguimenti in Ferrari, il mercatino rionale davanti al Museo Giovio, Villa Olmo, Villa Erba e la zona dall’hangar. L’attore scozzese Luke Evans, coprotagonista con la Aniston e Sandler, ha parlato di recente del Lago di Como in un’intervista alla rivista Gentlemen’s Quarterly (GQ). «Abbiamo passato 28 giorni l’estate scorsa sul Lago di Como, ed è stato bellissimo. È stato un lavoro molto divertente – ha aggiunto – Abbiamo girato nella stagione turistica e le strade erano piene di gente. Una sfida non da poco. Nei giorni liberi me ne andavo in giro a vedere posti, spesso su un motoscafo Riva, girovagando e godendomi la vita in Italia. Ci siamo divertiti tutti talmente tanto che alla fine delle riprese eravamo tristi».

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