Musei civici, 50mila visitatori l’anno

Como, Tempio Voltiano

In un anno, il 2018, il Comune di Como ha registrato poco più di 50mila ingressi comprese le gratuità e le visite organizzate per le scolaresche, nelle strutture museali civiche della città. Un dato di per sé anodino, ossia privo di particolare connotazione. Ma così non è perché il dato sarebbe significativo se si stesse parlando di una mostra singola, una delle cosiddette grandi mostre ospitate ad esempio a Villa Olmo e che si vorrebbe far tornare con una gestione della struttura aperta anche ai privati.
Ma la statistica va ripartita su quattro strutture attive per 12 mesi l’anno, di cui una zoppicante. E sconforta soprattutto che il dato totale indichi un calo di oltre 2mila unità rispetto al 2017.
Vediamo il dettaglio. I musei archeologico “Giovio” e lo storico “Garibaldi” (il dato fornito dal Comune è unico) passano dai 13.659 ingressi del 2014 ai 16.664 del 2018. In calo gli accessi alla Porta Pretoria sotto l’ex media Parini a Porta Torre, visitabile però su prenotazione: da 1.578 ingressi nel 2014 si è scesi dopo varie fluttuazioni a 1.414 nel 2018. Chi è messa peggio è la Pinacoteca, storico fanalino di coda di queste classifiche con 10.091 visitatori l’anno scorso, ma in crescita costante. Il Tempio Voltiano registra le migliori performance in assoluto (22.641 ingressi nel 2018, erano 12.519 nel 2014 con punta di 30.985 nel 2016) ma è stato dimezzato cioè col piano superiore inagibile causa infiltrazioni. E ora è pure chiuso per lavori. Si sta lavorando per una riapertura parziale sotto Pasqua, ma è ancora tutto da decidere nel concreto.

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