Museo dei trenini Rivarossi alla stazione San Giovanni

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Il progetto culturale
Sopralluogo con il Comune del comitato che ha dato vita all’esposizione al Broletto

(l.m.) C’è un treno che Como non può permettersi di perdere. Coinvolge i mitici modellini di convogli storici su rotaia dell’altrettanto storica azienda lariana Rivarossi. Ma tocca anche la stazione, questa volta in scala 1 a 1, di San Giovanni, che potrebbe ospitarne il museo permanente.
A questo obiettivo sta lavorando con funzione di coordinamento generale il Comitato Rivarossi, forte del grande successo a Sagnino dell’inaugurazione del monumento disegnato dall’architetto Paolo

Albano e dedicato all’ingegner Alessandro Rossi, fondatore dell’azienda, e dal 14 al 28 aprile scorsi della mostra al Palazzo del Broletto di Como “Rivarossi, capolavori di un mito italiano nel mondo”.
Un evento molto atteso dai fan del modellismo ferroviario in tutto il Paese e che ha registrato numeri da record: 10.510 visitatori in soli 15 giorni di apertura. Più di quella di Villa Olmo dedicata al genio comasco del Futurismo, che finora fatica a decollare.
Vittorio Mottola, presidente del comitato che ha organizzato l’evento, ha svolto nei giorni scorsi un sopralluogo con i tecnici del Comune proprio a San Giovanni per una prima verifica sulla fattibilità del progetto, che avrebbe il sostegno dell’azienda inglese Hornby che detiene il marchio Rivarossi. Il tutto si interseca con l’interesse che Camera di Commercio e Reti Ferroviarie Italiane hanno dimostrato per un percorso comune che porterà ad avere uno scalo adeguato in vista di Expo 2015, quando dal capoluogo lariano dovrebbero transitare migliaia di persone. E peraltro Como è la prima stazione di ingresso in Italia per chiunque provenga dal Nord Europa. Reti Ferroviarie Italiane (Rfi), che è la società di proprietà delle Ferrovie dello Stato, ha promesso al Comune investimenti finalizzati alla riqualificazione dello scalo cittadino per quattro milioni di euro.
Alla Ferrari dei trenini da collezione, la Rivarossi, a San Giovanni potrebbe essere così dedicato uno spazio in permanenza. «Crediamo molto in questo progetto e vogliamo realizzarlo per tappe, lo riteniamo fattibile e potremmo partire con una prima versione “minimale” del museo su una superficie di 200 metri quadrati con apposite teche, ma non vogliamo fermarci qui. Certo, la città deve muoversi», dice Mottola.
Dopo la mostra il comitato aveva preso in considerazione l’ex centrale termica della Ticosa, la Santarella, a poche decine di metri dalla sede universitaria del chiostro di Sant’Abbondio. Ma San Giovanni è la sede ideale, data la sua destinazione di scalo internazionale. Un po’ come avviene con il museo del modellismo aereo all’aeroporto di Malpensa.

Nella foto:
La mostra organizzata dal “Comitato Rivarossi” al Broletto, che ha avuto grande successo

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