Cronaca

Museo del Ghisallo, dal ministero idee ma niente fondi Molteni (Lega): «È l’ennesima vergogna del governo»

alt Botta e risposta

«Nella risposta del ministero dei Beni culturali alla mia interrogazione sul Museo del Ghisallo ci sono tante belle parole, un impegno a valorizzare il Museo, un altro a valutare la tutela e la conservazione della collezione, ma soldi zero. Non una parola. È l’ennesima vergogna di questo governo, sempre più razzista verso il Nord. Ma io non desisto e presenterò un emendamento alla legge di stabilità per reperire le risorse e continuare a far rivivere il museo». Con queste parole, ieri, il

deputato della Lega Nord, Nicola Molteni, ha stroncato le ipotesi formulate dal ministero in risposta all’interrogazione presentata lo scorso 23 novembre dallo stesso parlamentare lariano. Il deputato leghista si era rivolto al governo chiedendo se «intendesse reperire le risorse economiche necessarie ad assicurare la continuazione dell’attività del museo» e a «promuovere una collaborazione tra istituzioni, federazione ciclistica, società professionistiche legate al ciclismo e appassionati di mountain bike o attraverso iniziative che valorizzino lo sport e la cultura, coinvolgendo anche le scuole, oppure inserendo il museo in alcuni percorsi turistici».
Pur sottolineando che «l’eventuale chiusura del museo sarebbe una grave perdita per il patrimonio culturale italiano e priverebbe la Lombardia di una grande risorsa turistica» e ipotizzando di proclamare la struttura «di interesse culturale», il ministero in effetti propone tre idee che, però, difficilmente potrebbero risollevare nell’immediato le sorti della struttura.
«Il 29 agosto – scrivono da Roma – il ministro ha garantito al Politecnico di Milano l’impegno del ministero per la realizzazione del “Progetto VENTO”, un itinerario ciclabile da Venezia a Torino passando per la Milano dell’Expo. Questo progetto potrebbe estendersi fino al Ghisallo, includendo il museo in quanto luogo simbolo della cultura ciclistica. Questa ipotesi è agevolata dalla possibile integrazione con la linea ferroviaria Milano-Canzo-Asso e con la Ciclovia dei Laghi promossa da Regione Lombardia. A livello più ampio un itinerario Milano-Ghisallo potrebbe inserirsi nella nascente rete cicloturistica europea “Eurovelo”.
Tra le altre iniziative, il ministero ricorda che «il 3 ottobre la Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Lombardia ha sottoposto a tutela il Velodromo Vigorelli di Milano, noto per le sfide tra i grandi campioni del passato e i gli arrivi del Giro d’Italia e del Giro di Lombardia. Il restauro del Velodromo, oltre alla riapertura della pista in legno ad atleti, amatori e come scuola di ciclismo, potrebbe includere una stretta collaborazione con il Museo del Ghisallo». Secondo il ministero, quindi, «durante i mesi dell’Expo, il Vigorelli potrebbe ospitare una parte della collezione, contribuendo a pubblicizzare il museo nei confronti dei numerosi visitatori attesi a Milano. Questo tipo di collaborazione potrebbe continuare anche nel dopo-Expo». Infine, un suggerimento: «Sul percorso Milano-Ghisallo si potrebbe organizzare una “Gran Fondo” o una “Ciclostorica” con partenza dal Velodromo Vigorelli e arrivo al Museo del ciclismo. L’esperienza dell’“Eroica” in Toscana (oltre 5mila partecipanti nel 2013, di cui un quarto stranieri) dimostra come una manifestazione ciclistica possa diventare un efficace strumento di tutela e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici di un territorio, con effetti rilevanti anche dal punto di vista economico».

E.C.

Nella foto:
Alcuni dei preziosissimi cimeli sulla storia del ciclismo conservati al Ghisallo
30 Novembre 2013

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Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


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