Museo del Ghisallo, licenziati i tre dipendenti

alt La storica struttura dedicata alle imprese del ciclismo
Ma la Regione promette: «Impegno totale, però attendiamo risposte dal governo»
Erano attesi e – purtroppo – sono puntualmente arrivati i licenziamenti dei tre dipendenti del Museo del ciclismo del Ghisallo, chiuso dalla scorso novembre per la pausa invernale. I provvedimenti, che riguardano il custode e gli impiegati, fanno seguito allo scadere dei termini della precedente cassa integrazione. E, a questo punto, si affacciano i dubbi sulla continuità della pur necessaria manutenzione e sorveglianza del Museo.
In questo senso, però, ieri è intervenuta la Regione, garantendo

la massima attenzione al problema. «Regione Lombardia sta lavorando da tempo per risolvere il problema gestionale, oltre che economico, del Museo del ciclismo del Ghisallo – hanno scritto in una nota gli assessori Antonio Rossi (Sport e Giovani) e Cristina Cappellini (Culture) – Attendiamo però conferme ufficiali da parte del governo sul progetto di Fondazione che vorremmo costituire per una migliore governance di alcuni musei tra cui proprio quello del Ghisallo».
«Regione Lombardia è pronta a coordinare un progetto serio che riguarda diverse realtà museali di carattere sportivo – hanno aggiunto Rossi e Cappellini – e speriamo che dopo il periodo natalizio si possa iniziare a lavorare concretamente con il Ministero dei Beni Culturali. Nei prossimi giorni – spiega ancora la nota a doppia firma – abbiamo già fissato un appuntamento con Vittorio Adorni per valutare quelli che possono essere gli elementi da mettere presto in campo ed uscire così da questo stallo. La nostra azione non si è mai fermata tanto più che ancor prima delle feste natalizie abbiamo visto le figlie di Fiorenzo Magni per cercare la soluzione della vicenda».
Insomma, l’attesa da parte del Pirellone è tutta per un “segnale” da parte della Fondazione che gestisce il museo.
«Anche il presidente Roberto Maroni – concludono i due assessori – segue da vicino il nostro lavoro e si sta adoperando personalmente perché il progetto sottoposto alla Soprindentenza e al ministro Bray sia concretamente attuabile».

Nella foto:
Alcuni dei moltissimi cimeli del ciclismo custoditi nel Museo del ciclismo del Ghisallo

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