Museo della Grande Guerra nel Parco Spina Verde

Parco Spina Verde

Il Parco Spina Verde, polmone ecologico di Como, nonché museo archeologico e storico all’aperto che è un invidiabile fiore all’occhiello, si appresta ad affrontare il nuovo anno all’insegna delle novità.
Alcune riguardano la manutenzione ordinaria, altre l’arrivo di nuove infrastrutture che arricchiranno ulteriormente l’offerta turistica e culturale del complesso.
In primo luogo, come già annunciato qualche tempo fa dal nostro giornale, si dirà addio alle palizzate di legno ormai divelte nel Parco Spina Verde, attorno a un grande tesoro archeologico alle porte di Como. Accadrà in particolare nel sito del parco denominato “Roccia di Pianvalle”, vasto affioramento di arenaria, probabile luogo di culto di difficile datazione (l’area abitata a fianco è del V secolo a.C.), che reca in sommità molte suggestive incisioni (un omino, un’ascia, una ruota a raggi per rappresentare il sole), ed è per questo meta di scolaresche e gitanti.
«I pali sono vecchi e deteriorati, risalgono a una decina di anni fa – spiega il presidente del Parco Spina Verde, Giorgio Casati – Abbiamo già ottenuto la copertura finanziaria e li sostituiremo alla fine dell’inverno, attorno a febbraio, con una palizzata metallica, già regolarmente approvata dalla Soprintendenza dato che la zona è sottoposta a precisi vincoli. Saranno installati pali metallici in materiale chiamato cortex, che garantirà durata nel tempo e quindi costi di manutenzione ridotti. La palizzata in legno attorno alla Fonte Mojenca, altro sito importante del parco, dove oggi tra l’altro ci sarà la consueta visita a cura del gruppo archeologico “Ulisse Buzzi” in occasione del solstizio di inverno, sarà invece mantenuta».
I fondi Interreg
«In tutto l’anno prossimo avremo circa 6/700 mila euro da investire nella manutenzione e nell’ammodernamento del parco grazie a un piano Interreg italo svizzero che è stato appena approvato», annuncia il presidente del Parco Spina Verde Giorgio Casati.
Si prevede con quei fondi in particolare di allestire un museo della Grande Guerra all’ex caserma di Drezzo, di sistemare due postazioni militari nell’ambito della Linea Cadorna risalenti al medesimo periodo storico (dove va detto non fu sparato un colpo) tra Cavallasca e Valgrande e si allestirà un percorso vita inedito tra l’ospedale Sant’Anna e Villa Imbonati lungo il corso del fiume Seveso, dove ha sede il polo operativo del parco stesso.
Si tratta di una notizia interessante perché permetterà di raccordare con le eccellenze del parco i siti archeologici presso l’ospedale di San Fermo ossia il grande cerchio litico di 70 metri di diametro che si può in parte ammirare (è attualmente interrato) accanto al Pronto Soccorso e l’altro cerchio ancora ipotizzato a pochi metri, scoperto di recente dall’archeoastronomo Adriano Gaspani.
Altri interventi
Ma non è tutto. Altri interventi riguarderanno la sostituzione di tutta la cartellonistica, nel complesso 180 cartelli da installare (in alcuni casi mantenendo i vecchi se ancora integri), che riguarderà l’intero perimetro del parco e che sarà adeguata ai dati pubblicati nella nuova cartina dei sentieri e dei punti di interesse allestita dalla Spina Verde e ora già scaricabile dal sito web ufficiale del parco. Inoltre saranno allestiti due nuovi punti panoramici, uno per ammirare dall’alto la convalle tra San Fermo e la Croce di Sant’Eutichio, e un altro al monte Goi. In tutto quindi i balconi del parco saliranno a sette compresi quelli di Cavallasca, al Sasso e al Pin Umbrela. Tre saranno quelli che permetteranno di ammirare il panorama di Como.

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