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Museo di storia naturale al Volta. Quel tesoro che non ti aspetti

Un vitello a due teste e uno con due corpi, lo scheletro di un orso, una tartaruga gigante, mammiferi e uccelli impagliati, erbari, fossili, minerali e chissà quali altri oggetti ancora da scoprire e da catalogare con pazienza. Una volta si chiamavano Wunderkammer, ossia “camere delle meraviglie”. In tutto, quasi diecimila reperti accumulati e custoditi nei laboratori del liceo classico e scientifico “Alessandro Volta” di via Cesare Cantù 57 a Como a partire addirittura dalla fine del Settecento.Un museo di storia naturale che Como neppure sa di avere e che ora la scuola lariana vorrebbe mettere a disposizione della città e non solo.Un progetto ambizioso, che richiederà tempo e denaro. Ma che intanto si è messo in moto con un primo obiettivo.Si tratta di un archivio di 10mila reperti – dice Chiara Spallino, ex studente liceo Volta – ci vorranno anni, per ora ci stiamo impegnando a riaprire questo museo e a farlo conoscere alla cittadinanza. In particolare per quest’anno vogliamo impegnarci sulla sezione ornitologica che nell’ambito delle collezioni zoologiche del museo di storia naturale del Volta è una delle più cospicue e interessanti. Sono circa 900 reperti.È stato avviato intanto un lavoro per creare un archivio digitale dei reperti, coinvolgendo per la catalogazione docenti ed esperti dell’università di Como.Per realizzare il progetto sono stati coinvolti alcuni studenti del quarto anno, che stanno lavorando nell’ambito delle attività di alternanza scuola-lavoro.«Per iniziare a divulgare il nostro progetto – spiega l’ex alunno del Volta Andrea Fumagalli – è l’ideazione di un archivio digitale. che in Italia in realtà è una cosa ancora poco utilizzata nei musei, è il primo passo che vorremmo portare avanti con questo progetto scientifico».I primi risultati del lavoro di ricerca su questo patrimonio sono la nascita di un blog e pagine sui social per far conoscere al più ampio numero di persone possibile il progetto “La natura al liceo”.L’iniziativa ha il benestare dell’istituto che vede così valorizzata una pagina importante della propria storia.Come spiega il preside del Volta, Angelo Valtorta, «la prima cosa è portare a conoscenza della città un patrimonio di cui non si conoscevano ancora le potenzialità e la ricchezza, pochi altri musei hanno un patrimonio simile, il progetto ambizioso è portare alla luce questi tesori e farli fruire ai comaschi e non solo ai comaschi, cioè ai turisti».

Redazione

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